Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana del 1798. Repubblica Romana del 1849
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1999
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da un cinquantennio soltanto, e certéi, a livello di memoria, privata e familiare se non collettiva, è difficile che una fase d'innovazione profonda, di trasformazione istituzionale, amministrativa, sociale, culturale, linguistica, civile insomma, quale quella del biennio 1798-1799 fosse stata rimossa tout court. Alcuni dei protagonisti di allora erano, infatti, addirittura ancora in vita; esemplare su tutti risulta il caso di Carlo Armellini, il triumviro che, già da ventenne, aveva cantato la romana libertas,2) ricoprendo il ruolo di superintendente del Collegio Romano nelle classi di eloquenza, poesia greca, italiana e latina ed anche di umanità e altri vari incarichi,3) e che pure, a distanza di anni, avrebbe preferito sorvolare su quell'esperienza.4) Ma, a fianco lui, vi erano numerosi discendenti di quei democratici che gli avversari avevano spregiativamente bollato come giacobini, di coloro, cioè, che, a vario titolo, avevano partecipato e sostenuto le prime istituzioni laiche della storia della città e che, caduto il regime filo francese, ora dalle tortuose vie dell'esilio ora dal cuore stesso della capitale avevano comunque continuato a tenere vivo il ricordo repubblicano. Sembra improbabile ritenere che, nell'arco di qualche decennio, tutti fossero rimasti avvolti da un'aura di oblio, di dimenticanza comune, complice il tempo o l'indifferenza. Eppure le fonti dell'epoca non recano pressoché alcuna traccia di accenni, di rievocazioni, di ricordi a quei giacobini che, alla fine del Settecento, per anni si erano attivamente impegnati per la costruzione di una società ispirata ai valori della laicità, dell'uguaglianza, della democrazia: quegli stessi valori, cioè, per i quali, al momento, ci si batteva. Ben più probabile è che dietro il silenzio si celassero fattori e problemi di natura politica diversa, e che, forse, al di là delle parole e delle dichiarazioni programmatiche, l'antica Repubblica continuasse ancora a sopravvivere.
La questione investe dinamiche e processi in cui si scontrano strategie culturali e meccanismi clientelari, alleanze e rivalità, in un complesso giocò di specchi, di interferenze tra pubblico e privato ancora lungi dall'essere non dico esaminato ma neppure affrontato in sede storiografica. Né, proprio a causa di questa difficoltà, le note che seguono hanno alcuna pretesa di esaurirla: non potendo addentrarsi in una materia tanto ardua, la cui
2) C ARMELLINI, Accademia patriottica di belle lettere, Roma, Anno "Vfflj IP., Catone ed i patrioti! estinti. Sonetto, s.n.t. Su Armellini vedi la voce di R. DE FELICE sul Dizionario biografico degli Italiani, voi. 4, Roma, 1962, pp. 228*229 e il più recente volume di M. SEVERINI, Armellini il moderato, Pisa-Roma, 1995 (alle pp. 208 sgg, la trascrizione dei due componimenti poetici citati).
a> M. SEVERINI, Armellini il moderato cit, p. 26.
0 Ctt. la sua autobiografia, riportata ivi, pp. 203 sgg.