Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana del 1798. Repubblica Romana del 1849
anno <1999>   pagina <192>
immagine non disponibile

192
Marina Formica
Ebbene, gli studi di Giuntella stesso, di Antonio Cretoni e, prima an­cora, di Ludovic Sciout e di Albert Dufourcq8) mi esimono dall'addentrarmi in una ricostruzione analitica della Repubblica Romana del 1798-1799, in una riflessione circostanziata della sua rilevanza storica. E noto, infatti, come nell'arco di quel breve periodo (diciannove mesi appena) avvennero fenomeni di grande innovazione, di cui gli stessi contemporanei percepi­rono la portata.
L'ambasciatore di Spagna José Nicolas de Azara, a distanza di poche ore dalla solenne proclamazione del nuovo governo (15 febbraio 1798), dichiarava con convinzione che quegli avvenimenti avrebbero determinato una nuova epoca en la historia del mundo9) e, a posteriori, tale giudizio avrebbe rivelato tutta la sua fondatezza. Non solo, infatti, nell'arco di quel biennio avvennero trasformazioni fino a poco tempo prima impensabili e prive di antecedenti nella storia della città e dello Stato (il governo pontifi­cio fu dichiarato decaduto, Pio VI venne allontanato dal regno, dei laici furono immessi nell'apparato dirigente, mentre il trend demografico del se­colo subiva una brusca inversione, quantificabile intorno alle ventimila unità), ma, soprattutto, l'intera amministrazione del territorio, statale e urbana, venne profondamente rinnovata al suo interno, a vari livelli. L'unificazione legislativa del territorio, la centralizzazione deU'amministrazione statale, la creazione di un apparato burocratico specializzato per funzioni, la ridefini­zione dei pubblici servizi vennero a stravolgere la vita di una capitale fon­data, sino allora, sulla coesistenza irrazionale di norme e consuetudini secolari disomogenee e spesso contrastanti tra loro. Parimenti, l'abbandono dei privilegi giudiziari, l'equiparazione civile e giuridica dei cittadini, la diffu­sione dell'associazionismo, l'incremento della partecipazione politica, l'ado­zione di nuove forme di controllo sociale influirono profondamente sulle abitudini di vita dei Romani, creando le premesse per una modernizzazione della città e un'equiparazione tra questa e i principali centri urbani europei.
L'entità di queste trasformazioni fa dunque chiaramente comprendere come la frattura determinata dall'occupazione militare francese incise molto
L. SciOUT, Le Directoire et la République romaine, in Revue des questioni; bistoriques* 1886, t XXXIX, pp. 148-217; A. DUFOURCQ, Le regime jacobin en Ita/te. Étude sur la Répu­blique romaine 1798-1799, Paris, 1900; V.JÌ. GiUNTELLA, La giacobina Repubblica romana 1798-1799. Aspetti e momenti, in Archivio della società romana dì storia patria, LXXII1 (1950), I-IV, pp. 1-213; A. CHETONI, Roma giacobina, Roma, 1971.
In L VON PASTOR, Storia dei papi dalla fine del Medioevo, XVI: Storia dei papi nel periodo dell'assolutismo dall'elezione di Benedetto XIV fino alla morte di Pio W (1740-1799), Parte III: Pio VI (1775-1799), Roma, 1934, p. 631, nota n. 1.