Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana del 1798. Repubblica Romana del 1849
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La Repubblica Romana del 1798 e quella del 1849: un confronto 193
più a lungo di quanto l'effettiva esistenza del nuovo governo potrebbe indurre a exedere: un'ipotesi, questa, facilmente verificabile mediante l'adozione di una prospettiva di indagine e di metodo più ampia e articolata di quella tradizionale, limitata a una considerazione rigida del biennio noto come giacobino , stretto nelle maglie ravvicinate dei due anni 1798-1799.
Se, apparentemente, le autorità pontificie tornate al potere ripresero le proprie funzioni e attività come nulla fosse accaduto, smantellando l'apparato politico e amniinistrativo repubblicano, reintromettendo gli ecclesiastici ai vertici dello Stato, abolendo la Costituzione, ripristinando gli antichi uffici e le passate consuetudini, nei fatti il processo della Restaurazione fu molto più articolato e complesso di quanto potrebbe apparire.10)
Il tentativo di collegarsi all'antico regime provvedendo a distruggere ogni segno di quel breve e tormentato periodo si esplicò, infatti, soprattutto livello formale ed esterno. La scena urbana in particolare fu investita da quel processo di cancellazione che si voleva immediatamente percepibile, visibile. Dopo essere stata mutata e rinnovata in nome dei valori della rivoluzione, la città si trovò, infatti, privata, altrettanto bruscamente, d'ogni segno di novità, di cambiamento. Gli alberi della libertà furono divelti, le targhe marmoree indicanti la ripartizione del territorio in sezioni vennero tolte dalle strade, i cartelli con i numeri civici apposti sotto le case (altra innovazione francese, così come quella dell'illuminazione notturna permanente) furono rimossi sia pur momentaneamente , mentre venivano ripristinati i cancelli al ghetto, segno evidente del rifiuto di quell'equiparazione che la Repubblica aveva solennemente proclamato e favorito. Gli antichi simboli del potere papale, subito restaurati, così come gli emblemi aristocratici, nuovamente affissi sui palazzi gentilizi, stavano insomma a dimostrare la rinascita della città santa, della Roma-Gerusalemme dopo la bufera rivoluzionaria. Nei fatti però, come dicevo, il processo della damnatio memoriae fu molto meno lineare di quanto sostenuto e a livello meno visibile i meccanismi di sopravvivenza della Repubblica nel sistema amministrativo pontificio furono ben più vitali. La ricostruzione del fenomeno in
"9 Sul periodo cfn D. CECCHI, L'amministrazione pontifìcia netta 1 Restauratone (1800-1809), Macerata, 1975; 1D., L'amministrasjone pontifìcia nella li Restauratone (1814-1823), Macerata, 1978; M. MOMBELLI CASTRACANI, Dalla Post Diuturnas del 30 ottobre 1800 al Motu Proprio del 6 luglio 1816: percorsi legislativi tra la prima e la seconda Restauratone, in he carte e la storia, III (1997), 1, pp. 146-161. Cfr. anche Ministero per i beni culturali e ambientali - Ufficio centrale per i beni archivistici - Archivio di Stato di Roma -Università di Roma TRE - CROMA, Roma fra la Restaurazione e l'elezione di Pio DC. Amministrazione, economìa, società e cultura, a cura di A.L BONELLA - A. POMPEO - M.l. VBNZO, Roma-Freiburg-Wicn, 1997.