Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana del 1798. Repubblica Romana del 1849
anno <1999>   pagina <195>
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La Repubblica Romana del 1798 e quella del 1849: un confronto 195
Ma la partecipazione non era rimasta circoscritta a uno stadio, per così dire, passivo: essa si era riflessa in ambiti eterogenei, all'interno dei quali esponenti di gruppi sociali differenziati offrirono un contributo ben più nutrito di quanto ritenuto fino a qualche decennio orsono.16) Se a livello dirigenziale le nuove istituzioni erano state rette in primo luogo dai cadetti dell'aristocrazia romana (i Bonelli, gli Sforza Cesarini, i Santacroce, i Pallavi­cini, i Borghese...) e dai religiosi (tra cui si segnalarono, in particolare, gli scolopi),17) nelle cui fila si erano distinti, negli anni precedenti, i giacobini più convinti, non per questo mancarono e esponenti di forze nuove, in ascesa. E questo il caso dei mercanti di campagna, il cui appoggio, per motivi diversi (economico-finanziari, d'ampliamento del consenso), fu stre­nuamente ricercato dagli occupanti francesi,18) e degli ebrei, su cui pure si dovrebbe affrontare un discorso più articolato.19) Ma altrettanto numerosi furono i membri delle fasce meno abbienti che parteciparono attivamente alla politica, in senso lato, come emerge dalle recenti ricerche sui fondi processuali della Giunta di Stato, su cui certo si dovrà, in futuro, approfon­dire l'analisi20)
Considerata la vastità delle forze in campo, è dunque improbabile che l'azione di damnatio memoriae avviata dalle forze pontificie tornate al potere a seguito della caduta della Repubblica, il 29 settembre 1799, fosse stata integrale. Mi sembra, cioè, difficile ritenere che, caduta la Repubblica, coloro che, per convinzione o per calcolo, si trovarono a ritrattare i giura­menti di fedeltà alle istituzioni repubblicane e d'odio alla monarchia21) ab­biano obbedito a tal punto alle autorità da riuscire a rimuovere ogni ricordo di coinvolgimento, sia pur a livello di spai privati della parola. Ancora più
,fi) V.E. GlUNTELLA, L.e classi sociali della Roma giacobina, in Rassegna storica del Ri­sorgimento, XXXVTII (1951), pp. 429-433.
,7> Specificamente: D. ARMANDO, Gli scolopi e la Repubblica giacobina romana: conti-nuità e rotture, in Dimensioni e problemi della ricerca storica, 1992, 1, pp. 223-258.
) R. DE FELICE, La vendita dei Beni nazionali nella Repubblica Romana del 1798-99, Roma, I960.
t9ì Ancora una volta è a R. De Felice che spetta il merito di avere focalizzato, in anni lontani, l'attenzione sul problema: Gli ebrei nella Repubblica Romana del 1798-1799, in Rassegna sierica del Risorgimento, XI- (1953), f. Ili, pp. 327-356.
2) Archivio di Stato di Roma, Giunta di Stato (1799-1800). Inventario, a cura di L. TOPI, in Archivi e cultura, n.s., XXXIll-XXIV (1990-1991), pp. 165-260.
2i) G. CANONICI, // dibattito sul giuramento civico (1798-1799), in Deboli progressi della filosofia. Rivolutone e religione a Roma, 1798-1799, a cura di L. FIORAMI (Ricerche per la storia religiosa di Rama, 9 1992l), pp. 21.3-244.