Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana del 1798. Repubblica Romana del 1849
anno <1999>   pagina <200>
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Marina Formica
vitalità delle proposte di un tempo, e, credo, della consapevolezza che gli stessi repubblicani romani avevano di ricollegarsi a idee, a proposte già sperimentate.
Mi sembra difficile non scorgere nelle proposizioni del Triumvirato Mazzini-Saffi-Armellirii relative all'accoglienza delle famiglie povere nel pa­lazzo del Sant'Uffizio, all'abolizione delle tasse più gravose e, soprattutto, alla distribuzione delle terre ecclesiastiche ai contadini poveri, richiami al 1798-1799, quando, cioè, precisamente in questa direzione si erano espressi i patrioti giacobini, giungendo addirittura a presentare un avanzato progetto di legge agraria, volto a stabilire un limite massimo alla proprietà terriera nella misura di 100 rubbia,36) in modo da dividere il'resto in colonie perpe­tue. E il comune destino dei due disegni di legge rimasti, com'è noto, inattuati non intacca, evidentemente, l'altrettanto comune consapevolezza della necessità di un radicale attacco all'arretrata struttura latifondista dello Stato, premessa indispensabile per il rinnovamento dei rapporti economico-sociali locali È in questo panorama generale che va dunque collocata la rinascita del liberismo subentrata alle riforme doganali e in particolare all'abolizione della tariffa del 1830 , cavallo di battaglia dei giacobini romani della fine del XVIli secolo.37)
Peraltro, anche un'analisi della Costituzione della Repubblica Romana (La Costituzione più ardita, più profondamente democratica, del nostro Ottocento, per richiamare le parole di Fausto Fonzi)38) non può prescin­dere dal confronto con il testo del 1798.
Certo diverse furono le rispettive vicende, e cronologiche e, per così dire, di struttura interna. Sul finire del Settecento, la Costituzione era stata promulgata appena un mese dopo la proclamazione del nuovo governo dagli stessi occupanti, che, dichiarando di volere proteggere la repubblica bambina, non si esimevano dall'interferire pesantemente nella sua vita. Promulgata in Campidoglio, ma mai votata o ratificata dalla cittadinanza, essa era stata applicata immediatamente, sebbene con una serie di norme che ne precisavano la transitorietà, in attesa della crescita e della matura­zione del popolo romano. Il modello di diretta ispirazione era, così come
M) Ricordo che 1 nibbio equivaleva a ettari 1,84.
37> A livello comparativo, cfr. quanto notavo nel mio La città e la rivoluzione CÌL, cap. Ili, con D. DEMARCO, Una rivoluzione sociale. La Repubblica Romana del 1849, Pisa, 1955, pp. 360-373.
E PONZI, Introduzione a La mostra della Repubblica Romana. 1849, a cura di F. PONZI - V.E. GIUNTELLA, Comitato nazionale per le onoranze a G. Mazzini, Roma, 1949, P- 34.