Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; FRANCIA ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1914>   pagina <674>
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M* Bibliografia
confederazione svizzera di occupare i distretti neutralizzati dell'Alfa Sa­voia, cioè il Chiftbl.es ed il Faucigny. Indipendentemente da questo Inat­teso richiamo dell'opinion pubblica verso una questione trattata esau­rientemente dall'A. nell'ultimo capitolo del suo libro e da lui conside­rata ormai come superata, il lavoro del Trósai attira a buon diritto l'at­tenzione dei lettori italiani, rielaborando, con competenza ed imparzia­lità, un argomento che si può dire intatto e strettamente connesso con tutta la storia del nostro Risorgimento. La cessione della Savoia fu l'ul­timo e definitivo, passo che consacrò il distacco della casa di Savoia dalla sua culla burgundia j valse inoltre a dare al regno di Vittorio Emanuele la compattezza di uno stato etnicamente omogeneo, lo privò è vero di non piccolo nerbo guerresco, ma lo sdebitò verso la Francia e "Napor leone EU in misura difficilmente calcolabile. Ciò ohe costituisce la sin­golarità di questa cessione, felice fenomeno perchè tolse l'adito a stra­scichi incresciosi, è la soddisfazione, si dovrebbe pur dire l'entusiasmo con cui popolazioni devote per tradizione secolare: ai loro principi, pronte testé a versare generosamente il sangue al loro servizio,' rimunerate della lunga fedeltà con istituzioni liberali si sottrassero d'un tratto alla slide ditauza della Casa di Savoia. Il Trésài si pone naturalmente il quesito e vi risponde in modo pressoché compiuto. Dopo avere sbozzato alla lesta ma con mano sicura il disegno delle precedenti relazioni fra arancia e Savoia, ci nana come nel 1848 i conservatori savoiardi, quasi abbando­nati dalle autorità sarde ipnotizzate dall'esempio di tante altre irresisti­bili invasioni francesi, riescissero a disperdere le torme indisciplinate dei repubblicani sconfinanti da Lione a Gliambèry note sotto il nome di tijtfaces. Espone quindi come la politica jclesiasiaoa <M ministeri d'ikze-gfio e; Cavour, vieppiù in urto colla Santa Sede, disamorasse una regione ove gli abusi presi di mira più non esistevano (grazie all'annessione alla Francia dal. 1792 al 181 ed il clero aveva saputo mantenere una gran* dissima influenza* Si aggiunga che il governo di Torino, volti gli sguardi alla liberazione dell5 Italia, trascurava visibilmente la Savoia, economi­camente collegata colla Francia e colla Svìzzera e le faceva portare; il peso di un enonne sforzo tributario diretto al raggiungimento di scopi ohe le orano estranei. IJ'A. valendosi di testimonianze di superstìi io di documenti, inediti, segnatamente tratti dagli archiviir dei-."Costa di Beau-regard, lumeggia qfnesta progressiva alienazione degli animi dei conser yatoifecattolici della Savoia he costituivano la gran maggioranza Sfolla .deputazione savoiarda al parlamento di Torino e della popola­zione r mentre, -alla monarchia costituzionale Barda si acconciavano i democratici, un tempo empiici almeno morali dei voraoes, guadagnati ora dall'abilità del conte di Cavour, Allorché il grande ministro, secondo jjafrj* il Trósuì con un' informazione meno precisa che nelle questioni lo-