Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <205>
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MAZZINI E LA REPUBBLICA ROMANA
Il 1848, che con la sua ondata rivoluzionaria sconvolse dal profondo la vita dei paesi dell'Europa centro-occidentale, fu anche per l'Italia l' anno dei miracoli, la stagione in cui fiorì la primavera dei popoli. E anzi, mentre i moti del 1820-21 a Napoli e in Piemonte e quelli del 1831 nel-l'Italia centrale avevano ricevuto dall'esterno (rispettivamente dalla Spagna e dalla Francia) la loro spinta iniziale, nel 1848 il processo rivoluzionario ebbe il suo inizio proprio nel nostro paese, con l'insurrezione di Palermo del 12 gennaio 1848.
Le rivoluzioni del 1848 furono il punto culminante di un'evoluzione di lungo periodo della società europea, la quale non si adattava più al quadro istituzionale e territoriale stabilito nel 1814-1815 dalle grandi potenze subito dopo la caduta dell'impero napoleonico. L'assetto deciso nel congresso di Vienna non aveva infatti tenuto conto delle sempre più vive aspirazioni dei popoli alla libertà, all'indipendenza, all'identità nazionale, che avevano tro­vato nel romanticismo una piattaforma culturale e ideologica, ma che erano state sacrificate e compresse da regimi dispotici in una geografia politica costruita sulla base del principio dell'equilibrio tra le grandi potenze: una geografia che smembrava le collettività nazionali, come accadeva per l'Italia, la Germania, la Polonia, o le sacrificava al predominio di un'etnia sulle altre, come nel caso dello Stato plurinazionale degli Asburgo d'Austria, dove la minoranza tedesca subordinava a sé italiani, ungheresi, croati, cechi, slo­vacchi.
A queste istanze di natura politica, che avevano come obiettivi il rove­sciamento dei governi assoluti, l'introduzione di istituzioni costituzionali e rappresentative incentrate su di un parlamento eletto con un suffragio più o meno largo e la formazione di Stati nazionali indipendenti, si andavano intrecciando fermenti sociali di natura composita. Da una parte si era fatto intollerabile il malessere di ampi strati del mondo rurale, là dove come