Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
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1999
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pagina
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213
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Macini e la Repubblica Romana 213
moto arrivò subito dopo nelle altre terre dell'Impero, nelle quali acquistarono vigore le tendenze centrifughe delle varie etnie dagli ungheresi ai cechi agli slovacchi ai croati che facevano parte di quel variegato Stato di nazionalità che era l'Impero asburgico. Al tempo stesso il processo rivoluzionario si allargò, con un accentuato carattere liberale e nazionale, alla Germania, con l'epicentro in Prussia, dove l'insurrezione di Berlino del 18-19 marzo costrinse Federico Guglielmo IV a dare anch'egli una Costituzione ai suoi sudditi.
I fatti parigini avviarono dunque una vera e propria reazione a catena, che si ripercosse sino al Lombardo-Veneto dove ebbe il suo punto di innesco a Milano, la città delle Cinque giornate. La capitale lombarda nel 1848 ospitava dentro la cerchia delle mura spagnole circa 160.000 abitanti, a fronte dei quali stava una guarnigione di 14.000 austriaci, bene armati, forti delle posizioni del Castello sforzesco e di un nutrito parco di artiglieria e comandati dal maresciallo Radetzky, un capo ancora energico e capace nonostante le sue 82 primavere. Ingaggiare una battaglia di civili contro militari in quelle condizioni poteva apparire un atto temerario, un suicidio, e questa era la valutazione di Cattaneo, che la mattina del 18 cercò inutilmente di frenare i suoi giovani amici di orientamento democratico e repubblicano, come Enrico Cernuschi, i quali volevano rompere gli indugi: una valutazione che come lo stesso Cattaneo avrebbe ricordato a distanza di un anno nel suo libro sull'insurrezione milanese era dettata dal fatto che questa smania di correre immantinente alla forza, quando nulla si era fatto per possederla e ordinarla, mi pareva troppo favorevole al nemico, che sapevamo presto e bramoso. Eppure, verso il mezzodì di quello stesso 18 marzo, si diede fuoco alle polveri, nella maniera che un testimone oculare rievocherà alcuni mesi dopo in questi termini:
Poco dopo il mezzogiorno, quale impetuoso turbine, fu veduto un generale allarme per tutta la città; le botteghe venivano chiuse, le porte deUe case assicurate, chiuse persino molte finestre [...]. Recatomi a casa, e munitomi di pistole, stiletto e bastone ferrato, mi portai in compagnia d'alcuni di nuovo verso Porta orientale, e di là, seguendo l'avanguardia della corrente, ci avviammo al palazzo di governo. Ivi giunto [...] udii i primi colpi vibrati dai nostri alle guardie di presidio; ne stesero morte due, e due ne ferirono, mentre le altre colla fuga camparono la vita [...]. Questo primo fatto fu il vero segnale della più accanita lotta [...]. In poco più di mezz'ora furono allestite cinque barricate [...] a costruire le quali si adoperarono le carrozze, carrette, tavole trovate nel palazzo .
La lotta, accesasi con questo primo episodio, si allargò rapidamente a