Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
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1999
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Franco Della Pernia
come Milano, Brescia, Genova, Venezia, Bologna con le Romagne, Livorno, Pisa, Ancona e la stessa Roma; qui si venne così formando una trama di circoli e di club popolari che cercarono forme di collegamento e che, grazie anche all'azione di tribuni popolari dotati di grande carisma personale come il romano Ciceruacchio, svolsero un ruolo di rilievo nel processo di politicizzazione delle popolazioni.
Nel dibattito e nello scontro sulle prospettive del movimento nazionale una funzione essenziale toccò al giornalismo, un giornalismo che, per la prima volta Ubero in pressoché tutto il paese, assunse una marcata connotazione ideologico-politica. I fogli apparsi in quei mesi si configurarono infatti come espressione di ambienti e gruppi politici, locali e anche nazionali, più o meno consistenti e definiti, che se ne servivano per orientare l'opinione pubblica utilizzandoli come centri di organizzazione politica e strumenti di pressione, secondo una concezione che fu bene caratterizzata da uno dei primi giornali pubblicati in Milano dopo le Cinque giornate, Il lombardo, nel suo numero del 25 marzo 1848:
Incontrastabile si leggeva nel foglio è la somma influenza che esercita sull'andamento della cosa pubblica il giornalismo condotto con saviezza di principi ed esercitato col santo scopo di giovare al proprio paese. Basta dare un'occhiata all'Inghilterra, alla Francia ed agli Stati Uniti dell'America per convincersi che dove il giornalismo è forte e diffuso le nazioni avanzano rapidamente nelle vie del progresso e della civiltà, da cui soltanto possono derivare l'elevazione ed il benessere dei popoli. Il giornalismo è il sole che dirada le nebbie dell'ignoranza, che svolge e matura i grandi sistemi della civilizzazione; è la luce che scopre e addita i bisogni della società, la forza che spinge i governi a provvedervi, la spada che uccide la tirannide, il faro che guida pel vasto oceano della politica, dell'economia pubblica, della scienza, dell'arte.
Questa forte caratterizzazione politica, unita anche al sapore della novità, spiegano il fenomeno della proliferazione delle testate, molte centinaia, tra cui abbastanza numerose quelle in dialetto, come il Sior Antonio Rioba a Venezia, ho Cuorpo de Napole a Napoli e VA.ddzminavìtiturì a Palermo. E varrà la pena di ricordare che a Milano nei pochi mesi compresi tra l'insurrezione e ìl ritorno degli austriaci videro la luce una cinquantina tra quotidiani e fogli di varia periodicità; che a Venezia tra il marzo 1848 e l'agosto 1849 si susseguirono più di un centinaio di giornali; e che a Palermo i fogli apparsi nel periodo dell'indipendenza furono più di 150. Nella maggior parte dei casi si trattò di giornaletti effìmeri, frutto di iniziative estemporanee e personali prive di qualunque base finanziaria, che ebbero