Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
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1999
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Franco Della Perula
nelle bettole, trova facile accoglienza nelle turbe ignoranti e mal disposte. Non è nuovo udire "viva i tedeschi", né straordinario "porci di signori, potevano lasciare le cose come erano senza tribolare tanto il mondo", oppure "li ammazzasse rutti questi signori il Radetzky, che ci darebbe in dono le loro terre", ed altri "ci fanno ammazzare codesti signori dai tedeschi per comandare essi", ed ancora "siamo ben stolti a farci ammazzare pei signori che sono carbonari, ed hanno fatto abbassare il prezzo della galletta [i bozzoli dei bachi da seta]". Codeste espressioni, che io volli esporre nella loro naturale, nativa grettezza, sono della più alta significanza perché accennano a principi comunistici, antisociali, innazionali, dissolventi. Guai se prevalessero in modo nelle moltitudini da armarne il braccio in questi decisivi momenti [...]. A Vedano Varesino erasi già passato a qualche atto reattivo. Si era suonata la campana, radunato il popolo, dichiarato di non pagar decime, livelli, fitti, ecc. Si era scritto "morte al primo che paga"; si era mtimidito qualche onest'uomo che opponeva le parole della giustizia e dell'ordine .
Forme più esplosive assunse la protesta delle plebi rurali del Mezzogiorno, dai coloni ai braccianti, spesso in preda all'indigenza e alla fame (anche perché la popolazione era andata continuamente crescendo dalla fine del 700) ed esasperate da quella questione demaniale che sarà poi all'origine del grande brigantaggio esploso all'indomani dell'Unità e delle ricorrenti ondate di occupazione delle terre che si succedettero fino agli anni Cinquanta del nostro secolo. L'eversione della feudalità, operata dai francesi nel 1806-1808, aveva infatti portato con sé i provvedimenti di quotizzazione dei demani comunali e feudali, nell'intento di incrementare la formazione di lina più consistente piccola proprietà contadina: ma quelle misure si erano risolte in una beffa per le popolazioni rurali, sia perché queste avevano perduto il diritto agli usi civici sulle terre comuni, sia perché delle quotizzazioni si erano avvantaggiati soprattutto i grandi e medi proprietari, baroni o borghesi che fossero, ingenerando nella coscienza dei contadini la convinzione di essere rimasti vittima di una pesante ingiustizia. E in questo contesto è comprensibile che i contadini poveri e i braccianti credessero che la Costituzione volesse anche dire che i latifondi e le terre usurpate dovessero venire in loro potere, e che masse di abitanti dei comuni rurali si levassero a rumore e invadessero i terreni oggetto delle loro aspirazioni costringendo con la forza amministrazioni civiche e proprietari a firmare atti di rinuncia alle loro proprietà.
Questo primo, spontaneo assalto al latifondo coinvolse centinaia di comuni, dagli Abruzzi alla Puglia alla Calabria: Teramo, Pratola Peligna, Orsogna, Mateta, Bella, Pietrapertosa, Venosa, Forenza, Rionero in Vulture, Mentì, Semcapriola, Bovino, Andria, Barletta, Troia, Ginosa, Martina Franca,