Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <228>
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228 Sergio La Salvia
scorso, eccezion fatta per alcuni contributi; né si è sempre considerato ili maniera adeguata lo sforzo dello studioso francese di definire il proprio ambito. Poco poi si è riflettuto sulle distinzioni tra esperienza della Francia borghese, anzi si potrebbe dire di una regione della Francia meridionale in età borghese poiché l'autore è molto attento ai problemi connessi alla geografia e alla sociologia della sociabilità e le specificità della nostra realtà, senza ben considerare la difficoltà di trasporre una categoria così generale come quella di borghese in modo automatico anche a questo specifico contesto analitico, ed estenderla all'Italia degli anni seguenti il 1870.3)
Agoulhon, prima di analizzare il fenomeno della sociabilità provenzale, definisce nel modo più generale un tale concetto come la propensione di una popolazione a vivere intensamente le relazioni pubbliche e ne fa in modo rapido la storia soffermandosi sul suo debito nei confronti di un folklorista, archeologo e storico, Femand Benoìt il quale, dopo aver studiato e spiegato il carattere fortemente socializzato dei provenzali, lo aveva attribuito ad alcuni motivi d'ordine sociale (habitat concentrato in borghi e villaggi, l'apertura verso l'esterno prodotta dalla via del Rodano, strada aperta ai commerci, e infine una struttura sociale democratica, tema questo che l'Agulhon mette in discussione). Individuato nel salotto una forma specifica di sociabilità di antico regime e non senza aver osservato come il concetto di sociabilità sia diventato una parola comoda, un grande contenitore dove mettere tutte le forme elementari della vita collettiva, lo studioso francese ne analizza l'evoluzione attraverso la nascita di associazio­ni volontarie che procedono dall'informale al formale, onde il circolo diviene la formalizzazione tipica della sociabilità borghese nella Francia del XIX secolo, dando all'accezione di borghese il senso di non popolare .
z) M MERIGGI, Milane borghese. Circoli ed élites nelt'800, Venezia, 1992; F. Rizzi, La coccarda e le campane. Comunità rurali e Repubblica romana nel Laio (1848-1849), Milano, 1988. Si veda anche Storiografia francese e italiana a confronto sul fenomeno associativo durante il XVIII e XIX secolo, Torino, 1990, a cura di M.T. MAlULLARI. Atti delle giornate di studio promosse dalla Fondazione Luigi Einaudi (6-7 maggio 1988).
La curatrice dell'edizione italiana ritiene ad esempio che il legame tra divertimento e democrazia, proposto dall'Agoulhon come un'esperienza specifica della vicenda dei circoli, sia una novità apparentemente singolare. Ma in realtà un simile giudizio sorge dal considerare il 1977 come I' armo zero. per le ricerche sulla sociabilità, idea certamente non dclTAgoulhon. Nel solo ambito italiano si potrebbero citare molti titoli, da quelli meno recenti che si caratterizzano per un punto di vista prevalentemente risorgimentale, come quello del Barbera sulla contessa Maffeì, diventato un classico, a quello del Maioli sul casino dei nobili di Bologna e, per venire ai più recenti, del Falco sulla nascita dello statuto alber­ano, dove tuttavia si presta una grande attenzione al tema della sociabilità e del diverti­mento, allo studio pionieristico, e che non trovò molti seguaci, se non in tempi più recenti, del Caracciolo su stato e società civile.