Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <230>
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230 J Sergio La Salvia
sociabilità che però, ed è un elemento di diversità rispetto alla prospettiva di Agoulhon, si estrinseca fortemente e subito in direzione della polemica, ancorché implicita, con un potere che attraversa l'opinione pubblica, il suo libero manifestarsi, e si intreccia tuttavia con i motivi atti a definire uno stile di vita, di relazione sociale di fatto contrapposta ai non nominati governi, responsabili della sospettosa ed amatissima solitudine e prigionia de' nostri spiriti in sé medesimi. Si propone cosi l'altro aspetto, ove si conferma anche una notevole distinzione dalla prospettiva dello studioso francese: nelle parole di Saffi il processo di formalizzazione da cui origina l'associazione umana volontaria si orienta subito, direi senza alcuna media­zione, a ridefinire un modello di relazioni pubbliche che evoca un nuovo sistema di relazioni politiche - il regno dell'equità e della giustizia. Natural­mente questo regno non ha particolari connotazioni, ed esprime piutto­sto l'istanza di una svolta della vita collettiva, che la rifondi sui valori comuni dominanti all'interno della specifica civiltà ottocentesca. D'altra parte lo studioso francese, lo osserva in un riferimento che non capisco perché limiti solo alle forme della sociabilità popolare, sa bene che il fenomeno di cui si occupa è influenzabile dal contesto esterno, nazionale, in particolare lo stato e la chiesa che impongono strutture di inquadramen­to.6) Insomma le forme della sociabilità vanno considerate entro il quadro di condizionamenti esercitati, in senso di resistenza come in quello propul­sivo, dalle grandi strutture di relazione che, nel secolo XIX, sono inserite nella dimensione sociale, culturale, istituzionale, della secolarizzazione. Que­sta è poi, mi pare, la modalità entro cui, nelle diverse realtà, si caratteriz­zano le forme della sociabilità, questo passare dall'informale al formale, ove il carattere formalizzante si orienta verso i modelli di fatto suggeriti dalle strutture di inquadramento , l'economia, la politica (lo stato), la religione, la cui crisi si esprime nell'appannamento dei modelli tradizionali di inqua­dramento proposti dalla gerarchia.
La tendenza, in una situazione come quella francese, in cui tali struttu­re si sono trasformate in senso post-rivoluzionario, introducendo forme più definite, ma meno palpabili, di inquadramento , assumerà la direzione dal­l'alto verso il basso o, se si preferisce, dai livelli del potere verso la società civile. Nel contesto italiano lo stato premoderno può solo contenere l'espressione della sociabilità nelle forme premoderne, ed ostacolare fin dove può, e l'equivoco piononista abbassa notevolmente la soglia di un tale potere, la spinta della società civile ad allinearsi ai livelli della civiltà europea. Il che spiega alcune cose importanti, ad esempio la rapida matura-
*) M. AGOULHON, // salotto, il circolo il caffi ctt, p. i