Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <235>
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Nuove forme della politica: Papera dei èrcoli 235
del possibile decollo civile ed economico, i mezzi di informazione e di comunicazione, giornali e ferrovie, e individua nello spirito di associazione molto di più di un modo di stare insieme oltre il negotium, ma lo spirito del secolo nello sviluppo delle scienze, della economia, della vita pubblica. A questa nuova tendenza danno voce poeti più o meno occasionali,23) ma essa si dirige già verso la ricerca di una liturgia intesa a fondare miti e riti unifi­canti: dall'idea della comune civiltà italiana, segnata dal cattolicesimo e dal pontificato, tema che si impone specie nella prima fase in cui si generalizza il concetto neoguelfo, alla funzione fondante svolta dall'Italia dei liberi comuni nell'inizio di una nuova vita civile, un tema anch'esso di matrice moderata. Ed è possibile verificare il manifestarsi di questa sensibilità col­lettiva nelle grandi celebrazioni con cui Roma accoglie la bandiera inviatale dalla città di Bologna in una sorta di atto di pacificazione e di incontro,24) cui rispondono i festeggiamenti non meno imponenti riservati dalla città felsinea alla delegazione romana inviata in segno di ringraziamento e di risposta per l'omaggio ricevuto, la quale a sua volta porta in dono il busto di Pio IX.25) L'intreccio di messaggi finalizzati a colpire l'opinione pubblica è chiaro quanto il loro significato. Nello Stato Pontificio Roma e Bologna designano due tendenze: l'anima conservatrice e filo papalina della capitale, contrapposta a quella novatrice e percorsa da ricorrenti spiriti di ribellione e di opposizione al governo che invece caratterizza la dotta. L'invio dello stendardo segna da parte di Bologna il riconoscimento del ruolo della capitale nel movimento che sta sorgendo, e Roma lo ribadisce con l'invio del busto del capo dello stato, accolto in effigie dal giubilo di una città dalla tradizione ribelle. Una pacificazione che però avviene nel segno inequivoca­bile di una nuova fase della vita dello stato, che si apre al processo rifor-
29 Una profluvio che sarebbe impossibile solo citare, presente comunque in modo massiccio nelle raccolte Spada e Roncalli
w) Il tema della pacificazione tra le due città è centrale nella storia del moto romano. Quando i deputati bolognesi si ritireranno dalla Camera all'indomani dell'uccisione di P. Rossi, vedasi il Manifesto agli elettori del 25 novembre sottoscritto da Marco Minghetti, Carlo Bevilacqua e Annibale Banzi, ì circoli bolognesi sentono di dover precisare che un tale gesto non ripropone i vecchi conflitti tra i due centri, vedi l'indirizzo Al consigli dei Deputati i Circo/i Nazionale e Popolare Bolognesi, in MC11R, voi, 126, 224. Ma sul caso si aprì una discussione interna ai circoli segnalataci dalla presa di posizione di quello di Spoleto, in ASV, Collezione Spada, voi 198, 21-22.
2?) Si veda il Discorso dell'avvocato ACHILLE GENNARELU ai Bolognesi nel dì 10 ottobre 1847, Macerata, 1847. La delegazione romana ai bolognesi, secondo l'opuscolo, era compo­sta, oltre che dal Pennarelli, da Lodovico Potcnziani e Marino Torlonia, e insieme ai rappresentanti di Bologna partecipa ai festeggiamenti del 19 ottobre a Gavinana per l'anni­versario della morte di Francesco Ferruccio.