Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <242>
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242 Sergio La Salvia
Un esempi significativo di questo modo di àutorappresen tarsi si coglie nelle parole con cui Mamiani, nel concreto dell'azione, siamo nell'aprile del 1848, rivolge i suoi consigli ai soci del Gabinetto Letterario pesarese:
Io vi prego adunque o signori in nome di questo immortale pontefice ad unirvi in amichevole compagnia, e spesso fra voi conversare con spirito di tolleran­za, e comportando l'uno dell'altro quei difetti che non distruggono la sostanziale bontà dell'animo, onde deciso un modo di discussione e dato alle radunanze vostre un nome e assegnato un luogo, necessario è pure introdurre in essa cert'ordine e certe discipline, senza le quali nessuna istituzione umana può reggere .
Poi raccomanda un'associazione aperta a tutti, perché tutti debbono esercitare il diritto di pacifico assembramento e rinnovare la quieta e pubblica discussione dei comuni interessi , nella convinzione che i tumulti son perniciosi , pur considerando necessario l'ardore intenso e continuo della vita politica . Infine viene alle modalità organizzative e allora consiglia di scegEersi un presidente delle sedute e un segretario specie quando si tratti di fermare ad una opinione importante in modo di condurre la discussione con ordine e secondo un regolamento. In tal guisa conclu­de i più ingegnosi e facondi tra voi verranno introdotti all'arte di parlare improvviso e acquisteranno per tempo il senso e l'uso de' molti costumi parlamentari.40) Non si tratta di una posizione dipendente dal particolare carattere dell'uomo Mamiani; ancora nel settembre 1848, alle soglie quindi della fase più acuta del moto, il Circo/o Popolare Perugino scriveva in un suo pubblico Programma:
Noi dunque crediamo nel popolo: e, forti di questa credenza, ci rallegram­mo al sollecito sorgere in quasi tutte le italiane città de* popolari convegni, nei quali gli interessi comuni e il supremo della nazione vengono discussi con quella leale e franca parola, che è vanto e privilegio dei popoli, e nobile contrasto ai rabbuiati ristretti e subdoli concili della diplomazia. È per questa credenza che volemmo noi pure partecipare all'intendimento, all'opera, all'efficacia dei Circoli Nazionali. Né l'alto segno a cui guarda una tale istituzione ci è ignoto, né sentiamo meno le difficoltà di raggiungerlo: conservare le riconquistate ragioni: prepararci all'acquisto di altre, che molte sono e necessarie: portare le nostre sollecitudini sino all'altezza degli interessi nazionali, e da questi ridiscendere a quelli dello stato e del municipio .4t)
*9 T. MAMIANI, Lettere dall'esilio raccolte e ordinate da E. VITERBO, Roma. 1899, voi. II, pp. 280-284, Ai soci dei Gabinetto di Lettura iti Pesaro.
M BSMC, ff.w, 13, 163, Programma del Circolo popolare perugino, Perugia, 27 settem­bre 1848.