Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <243>
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Nuove forme della politica: /'opera dei circoli 243
Qui certamente la dimensione è già più matura dal punto di vista poli­tico, ma si colloca pur sempre in una prospettiva di civile confronto, che ha per mezzo la leale e franca parola ed è sostenuto dal convincimento dell'esistenza di comuni interessi e il supremo della Nazione. I circoli dunque si affermano come un fenomeno che, lungi dal proporsi come la fucina della rivoluzione, si immagina invece come il luogo in cui possa realizzarsi in tutta la sua potenza lo spirito di associazione, che sembra essere una divisa dei tempi.42) È solo se ci si rende consapevoli di questo aspetto che può cominciare a capirsi attraverso quali esperienze, quali vie di comunicazione e di scambio culturale sia stato possibile far passare a livello di massa l'idea della superiorità dello stato rappresentativo rispetto a qua­lunque altro reggimento, tirannico o assoluto, o quella del carattere storico del potere temporale della chiesa. Per queste vie furono prodotti, diffusi, letti, spiegati, commentati, decine di catechismi popolari sul costituzionali­smo e sulla laicità dello stato, ed insieme, essendo sempre i circoli territori aperti, sui temi della riforma sociale, nei termini più sereni del filantropismo borghese, ma anche introducendo tematiche di tipo più radicale e sociali­sta.43) Questo carattere i circoli mantennero anche nelle fasi critiche della vicenda politica: ad ottobre del 1848, quando la rete dei Circoli Popolari inviò delegati al Congresso Nazionale per la Confederatone Italiana promosso da Gioberti a Torino, uomini di cultura, sensibilità e orientamento politico diverso, quali lo Sterbini, il Mamiani, che ne tu anche uno dei tre presiden-
*2) In questo senso il fenomeno si connette strettamente ad un più generale svolgi­mento associativo che investe l'impresa e l'iniziativa filantropica, penso ai progetti di società per la banca romana, per le ferrovie, per gli asili d'infanzia, per l'educazione serale degli artigiani. In questo clima può anche avvenire che una Accademia dell'Immacolata Concezione di Maria Vergine decida il 22 aprile del 1847 di trasformarsi in sodalizio per l'istruzione e la moralizzazione della gioventù a prò' della patria, si veda la notizia ne II Diario di Roma del lò maggio 1847.
43) G. SPADA, Storia della rivoluzione di Roma tir., voi. Ili, p. 306, ricorda come infetta di comunismo l'opera di G.B. MASTRELLA, All'Assemblea Nazionale Romana. Provvedimene onde salvare la Repubblica, Roma, 1849, ma in realtà anche questa sarebbe una ricerca da fare sulle tracce delle non rare testimonianze della presenza di un pensiero radicai sociale e utopico, quale si coglie negli Indirizzi e scritti politici di AMEDEO ZI ITOLI. Bologna, 1849, L'autore, segretario del Circo/o Popolare Bolognese, nel volumetto che trovasi in MCRR, voi. 126, 115, deve difendersi dall'accusa di suscitare i popolani contro i ricchi. Altri indizi nella stampa numerosa e spesso di breve durata, detta anche da un bajocco , dal titolo di uno dei primi fogli di questo tipo; poi nell'iniziativa promossa nel 1847 da Pietro Ruiz di una Biblioteca di studi popolari per la istruzione delle classi indigenti di cui conosciamo il manifesto e i nomi di alcuni collaboratori, quali Michelangelo Pinto e il principe di Canino, non la consistenza. Infine ricordo un singolare personaggio, peraltro noto anche a Luigi Pianciani, che ne conservò gli scritti tra le sue carte, l'avvocato G. Bonfigli, sostenitore di un progetto di J-ega matematica fra gli interessi dei capitalisti, delle capacità e dei braccianti.