Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <244>
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Servio L/2 Salvia
ti44) il principe di Canino; nel dicembre del 1848, allorché in particolare su impulso dell'ampio dibattito promosso dai circoli marchigiani e romagnoli45) offrirono al parlamento la soluzione tecnica e politica che sciolse il conflitto tra moderati e radicali circa il carattere romano o italiano della Costituente da convocarsi; perfino la pressione da essi esercitata per la convocazione della Costituente appare motivata dalla prevalente preoccupazione di non dividere la pubblica opinione e il Paese, lasciandolo privo di governo.
Senza di questa [assemblea generale a voto universale] noi ci scinderemmo in partiti, scrivono i circoli marchigiani invece della libertà abbracceremmo la licenza; e lo straniero, ridendo delle nostre sciagure correrà ad invadere le infelici contrade w.46)
E probabilmente anche per la forte presenza di questo carattere che il tentativo, peranco tardivo, di costruire una direzione centralizzata dei circoli, cui lavorò indefessamente il De Boni47) trova consenso nell'emigrazione presente a Roma ma non riesce ad imporsi effettivamente; difficoltà che sembra confermare la indisponibilità del movimento, anche nelle critiche condizioni di quei tempi, ad assumere in modo troppo netto un connotato di partito.
Insomma il modello di relazioni pubbliche proposto dai circoli funge da terreno di coltura di un diffuso senso civico, di una prima idea del bene comune ed offre insieme un'occasione, anch'essa pubblica, di selezione della classe politica. D'altra parte se l'opera loro fosse scaturita da centrali orga­nizzative esterne con un programma da trasferire nel movimento di massa, difficilmente avrebbero dato vita a un fenomeno di così vaste proporzioni. L'evoluzione del movimento dei circoli perciò non dipende tanto dalla loro natura di strumenti per o della rivoluzione, ma dalla loro funzione di ele-
ty iSfi; altri, con una evidente e non casuale scelta per aree politico-geografiche furono Gioberti stesso e il meridionale Andrea Romeo, si veda il Diario del Congresso Nazionale per la confederazione Italiano, Torino, 1848.
*ft Rinvio al voi. 198 della Collezione Spada, in ASV, Indirizzi e proclami dei Circoli e Municipi dello Stato Pontificio dal 1847 al 1849, che raccoglie i documenti dei circoli in ordine cronologico, e dove si leggono i deliberati delle assemblee dei rappresentanti dei circoli delle due regioni, assunti in seduta comune.
*9 Ivi, indirizzo Ai popoli ed ai Circoli dello stato romano ì Cìrcoli Anconetani, votato in assemblea generale, il 29 novembre 1848.
*7) R. CORRADO, Filippo De Boni, i circoli popolari e la legatone di lui a Berna, in Studi e documenti su Giffredo Mameli e la Repubblica Romana, Imola, 1927.