Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <245>
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Nuove forme della politica: /'opera dei circoli 245
menti di coesione sociale inseriti nella dimensione di un conflitto che, nato in nome dell'utopia neoguelfa e di rinascita cristiana, si svolge verso esiti che mettono in discussione molto di più di un governo, ma i valori, le culture, i miti, le credenze di un'epoca, assumendo dimensioni e connotati europei. Sarebbe perciò impossibile ignorare gli effetti che su questa crisi proietta il febbraio parigino, il marzo viennese, e ancor più, per l'Austria, gli eventi che tra maggio e ottobre sembrano sconvolgere quel caposaldo della conservazione, in un punto vitale dei suoi equilibri, le relazioni tra naziona-lità, E appunto il 1848, e da questa grande crisi lo Stato Pontificio non solo non può appartarsi, ma sente più forte la necessità di un suo rapido adeguamento ai processi innovativi che vi ribollono. I circoli, organi dell'opinione pubblica, saranno i primi a dare voce a questa esigenza, ma non in nome di un partito, bensì di un modello di civiltà e di una aspira­zione al progresso che non può più essere compressa. È alla luce di questo ulteriore elemento che il criterio dell'origine estema deve essere definitiva­mente abbandonato: l'origine dei circoli va individuata dunque all'interno del movimento, verificando anzitutto il delinearsi del fenomeno dentro le forme tradizionali della sociabilità che, nelle nuove condizioni, uscendo dal­l'ambiente protetto in cui si sono consolidate, debbono verificare la loro stabilità e la loro tenuta. Ma in questa direzione va subito segnalato un fatto nuovo: il ritorno in patria degli esuli. Costoro, anche per l'esperienza pre­gressa e per quella accumulata nelle capitali europee, Francia e Inghilterra in particolare, appaiono subito alla testa del movimento che si delinea e assume vigore tra gli inizi e la primavera del 1847 quando si sente la neces­sità di dare maggior continuità e base programmatica all'agitazione in atto, essenzialmente di tipo urbano. In questo percorso si chiarisce uno dei caratteri fondamentali del primo movimento riformatore di massa, sorto subito a ridosso dell'elezione di Pio IX, e sul quale si fonda la successiva crescita del movimento dei circoli: quello cioè di non essere spontaneo, senza essere diretto preordinatamente, cioè secondo un fine, dall'esterno.48) Non fu spontaneo perché l'esultanza e l'interesse che subito il popolo di Roma mostrò per l'elezione del nuovo pontefice, furono sostenuti e cana-
4g) Si veda come Così la penso. Cronaca di FHJPPO DE BONI cit, voi. I, pp. 36 e sgg., in un popolare cicaleccio tra due Romani, un giovane e un vecchio, un Fiorentino un Bolognese e un Torinese, cerca di diffondere alcune tesi, ma allo stesso tempo ci fa cogliere le motivazioni di un movimento che sorge dalle ferrovie non meno che dai libri di Gioberti e trova il suo precipitato nelle insanabili storture amministrative dello Stato Pontificio, di cui non a caso si fa banditore il Bolognese. E culmina con un incitamento che illumina bene il senso irrimediabile della crisi Legalità, legalità; opponetevi legalmente; legalmente insorgete o Italiani, p. 61.