Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
anno
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1999
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lizzati. Ma quest'opera rispondeva a un sentimento vivissimo e generale, nel. momento in cui il passaggio da Gregorio a Pio sembrò assumere, per quelle che erano le condizioni dello stato e per la necessità assoluta dell'avvio di un processo riformatore, un carattere per cosi dire epocale, cui in certo modo aveva corrisposto la stessa coscienza della gerarchia pontificia con i provvedimenti assunti per rendere più rapida e sicura la fase della successione.49) I fatti delle Romagne del 1831 e nel corso dell'ultimo decennio, il malgoverno pontificio denunciato dalla pubblicistica moderata e amplificato dagli scritti azegliani, che costituirono un veicolo importantissimo verso le classi colte, il persistente malessere delle popolazioni, espresso nelle petizioni fatte circolare e sottoscritte a Bologna e Forlì,50) tutto sembrava rendere inevitabile l'avvento di un papa riformista, cui i moderati davano avallo a priori, deliberando di promuovere, non come nel 1831, sommosse, ma di inondare di petizioni il soglio pontificio, un modo per misurare rapidamente la disposizione riformatrice del nuovo eletto. L'avvento di un papa atteso,51) che nel nome di Pio indubbiamente si riallacciava alla tradizione dei pontefici politici , Pio VI, VII e il brevissimo pontificato di Pio VILI che tante attese aveva fatto nascere dentro e fuori gli ambienti vaticani,52) sembrò dare il primo segnale delle accolte aspettative. La promulgazione della amnistia, è già stato autorevolmente notato, suscitò un vero delirio,53) ma a ciò non era estranea l'idea, vera o falsa che fosse, che nella estensione di essa ad alcuni reati politici riguardanti molti esuli per i fatti del 1831, fosse un segnale di riconciliazione e comunque un importante successo del movimento riformatore. E quando si trattò di passare dalla pura e semplice espressione di giubilo a iniziative più definite nei loro scopi, le feste del-
49 G. MARTINA S.J., Pio IX (1846-1850) cit
) Di queste si parla nel Così la penso cit., voi. 1, pp. 150-156. La petizione di Forlì, diretta agli ambasciatori delle potenze promotrici del Memorandum del 1831, invoca un mezzo conciliatore fra governo e opinione. A Bologna i promotori sono, tra gli altri, Gioacchino Popoli, Marco Minghetti e Augusto Aglebcrt, convocati il 30 giugno dal cardinale Savelli per comunicare che la loro petizione era stata sottoposta al papa, il quale condannava però le espressioni contro Gregorio XVI.
> G. MARTINA S.J., Pio IX (1846-1850) eie, pp. 80-86.
W) S. I Ji. SALVIA, Aspetti del pontificato di Pio Vili nelle corrispondente fai console pontifìcio a Milano, in ha religione e il Trono. Pio Vili nell'Europa del suo tempo, Roma, ,1995* pp. 221-254. Ivi, anche M. CAFFIERO, L'importanza del nome. Pio VII, Pio VHÌ"* la costruzione di una continuità, pp. 203-220, ove tra l'altro è ricordata l'opera di A. F. ARTAUD DE MONTOR, Storia del Pontefice Pio Vili, Milano, 1844, in cui era esplicitato il tema delle continuità politiche rintracciabili nei nomi assunti dai pontefici. Come poi per Pio IX, anche per Pio V.IJ1 gli antecedenti illustri richiamavano i nomi di Pio V . Pio VII.
53) G. MARTINA S.J., Pio IX (1846-1850) dt, p. 95.