Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia religiosa. Secolo XX
anno <1999>   pagina <249>
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Nuove forme della politica: l'opera dei circoli 249
meno ai discorsi, e in qualche misura godono anche dei cibi e bevande distribuiti ai commensali. Ciò crea una più ampia partecipazione intorno alla manifestazione e ai motivi per cui è promossa, ed essa contribuisce a creare un istinto di solidarietà tra attori e spettatori Due furono i grandi banchetti che meritano di essere ricordati come fatti di indubbia rilevanza nello sviluppo delle nuove forme della politica: quello al teatro Alibert FU no­vembre del 1846 e l'altro, svoltosi all'aperto, il 21 aprile del 1847 in occa­sione delle celebrazioni bimillenarie del Natale di Roma.61) Il primo segnò la costituzione formale della opinione liberale romana in corpo, e d'ora in poi la sua potenza si rese visibile, evidenziando altresì il suo carattere nazionale: ottocento persone che vengono da tutte le parti dello stato e dell'Italia, fra brindisi e discorsi avranno avuto poi modo di procedere a scambi meno effimeri di valutazioni, stabilire relazioni più solide per il futuro e colpire gli spettatori con una prova così significativa di solidarietà intercittadina. Il secondo fu una grande festa di popolo: la presenza di grandi masse di spettatori, l'irruzione di nuovi motivi culturali nella propaganda con raf­fermarsi del tema della tradizione romana sono un primo segno del radica-lizzarsi del movimento non ancora verso finalità repubblicane, quanto verso il recupero della laicità dello stato: segno di separazione dal neoguelfismo filo papista, ed anticipazione della richiesta del governo dei laici nella pri­mavera del 1848.62) Gli albori del movimento dei circoli nello Stato romano sì collocano dunque in questo tumultuoso emergere della pubblica opinione, in un processo che mescola le pratiche consolidate con le nuove esperienze degli ex emigrati, i tentativi di ordinare l'esplosione di massa con le co­scienti iniziative per organizzarla, il delinearsi di una élite di uomini in grado di svolgere un ruolo pubblico alternativo rispetto alle autorità costituite con la formazione dì gruppi che ad essi fanno riferimento. Il tutto animato da uno spirito innovativo che concepisce nell'associazione il grande motore del progresso.
Quando nasce il Circolo Romano il processo giunge ad una prima con­clusione. Esso è stabilito con superiore approvazione, recita l'articolo 1 del suo statuto, attraverso il quale è facile coglierne la natura di circolo cui danno vita e nel quale si raccolgono i ceti alti della società romana. Il primo circolo romano dunque, e non poteva essere altrimenti, si colloca in una
1> In relazióne alla vicenda dei circoli va segnalato che l'articolo 48 dello statuto del Circolo Romano prevede e stabilisce un solo giorno da festeggiare obbligatoriamente, Kanni-versario del Natale di Roma.
H II problema fu al centro della crisi che portò alla formazione del governo Mamiani.