Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia religiosa. Secolo XX
anno
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1999
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253
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Nuove (orme delia polìtica: l'opera dei circoli 253
settoriali, ma dello stato, anzi della macchina dello stato . Nessuna espressione coglie meglio l'inizio della fase di incomunicabilità tra autorità e movimento; questo che persegue il progetto di organizzazione politica razionale e costante, appunto la macchina, quelle che invece considerano il governo come l'estrinsecazione delle varie volontà che, dalla curia alla periferia, possono essere espresse dalla gerarchia e dai potenti prò tempore. L'occupazione di Ferrara poi, anche per la reazione delle autorità locali e centrali, rinforza il sentimento antiaustriaco e incrementa la propaganda nazionale, e anche Mazzini, convinto fino ad allora che negli stati del papa il movimento non avrebbe raggiunto significativi risultati, ammetteva: Non sono mai stato così imbrogliato nei miei calcoli come ora .?V
Insomma quando il circolo avvia l'attività le condizioni ambientali nelle quali è stato pensato sono largamente superate e alcuni documenti della sua esistenza indicano che si sta determinando una frattura tra le regole su cui si regge e il movimento in cui opera. Due fogli, che ripetono la convocazione dell'assemblea generale perché in prima convocazione è mancato il numero legale per discutere tra l'altro la nomina di un comitato di revisione dello statuto e norme di ammissione per studenti e ufficiali della guardia civica alle stesse condizioni dei figli dei soci, ci fanno intravedere una situazione di crisi, impressione rafforzata dalla constatazione delle difficoltà che la riunione incontra.72) D'altra parte la Proposta di in dirigo da presentarsi alla Santità di Pio IX, diffusa tra il 23 e 26 marzo 1848, nella quale si chiedeva al pontefice di assecondare il moto nazionale e di convocare in Roma una Dieta italiana, fa apparire che anche l'attività del circolo è molto diversa da quella che il suo statuto lascerebbe immaginare.73* Tra la fine del 1847 e il marzo 1848 insomma sono accadute troppe cose a mutare
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vogliono stare alla legalità, ma vogliono anco che vi stiano i governanti; ivi anche due numeri, il 2 e quello del dicembre 1847, del foglio La voce della verità e della giustizia. Il n. 2 loda il cardinale Ferretti, che ha sostituito I' inetto Gizzi, e ricorda che il nuovo segretario di stato ha un fratello che consacrò mai sempre la sua vita alla santa causa del progresso. Il fogliti ne trac auspici e conferma, perciò la propria scelta per tenere tutti fermi nelle vie della moderazione e della legalità , ma di toccare clandestinamente la verità e la giustizia quando gli interessi del popolo lo esigeranno. Forte l'attacco all'amministrazione, sollecitando i buoni funzionari a illuminare il principe, ma minacciando i cattivi con parole inequivo-che: noi conosciamo la vita di tutti .
7>) SEI, Epistolario, XVII, p. 285, lettera del 28 agosto 1847 a Giuseppe Lamberti, il quale già da qualche tempo dava segni di non condividere la sottava] utazione dei fatti da parte di Mazzini.
12> Sono del 25 aprile e 6 maggie? 1848 e si trovano in BSMC, Raccolta Spada,
T*! Ivi. L'appello circolare con cui si diffonde la proposta di indirizzo è del 26, mentre l'indirizzo reca la data del 23 marzo.