Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia religiosa. Secolo XX
anno <1999>   pagina <257>
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Nuove forme della politica: l'opera dei circoli 257
campagnole: Primaria, essenzial base [del Circolo] n'è l'istruzione del popolo, il libero e pieno esercizio dei diritti ; oppure L'umiltà del carie e la pazienza della pecora sono virtù da schiavi; infine l'unione è la sola motrice di grandi azzioni (sic), essenza della forza morale e materiale ; essa però, è detto prima, deve poggiare sul rispetto di se stessi ed il senso della propria dignità. Non diversi concetti si trovano esposti nel programma del Circolo Popolare Trejese sorto nel marzo del 1849, quando il regime repubblicano avrebbe potuto consigliare toni più forti. Anche qui il circolo deve mirare a migliorare il popolo
con l'opera e gli studi; a cercare l'educazione morale, intellettuale, civile; a dirigere l'opinione; a farsi l'espressione e l'organo di questa, quando giovi manife­starla ai governi, e finalmente a favorire in ogni guisa il movimento universale e progressivo della società.85)
Quello di Roma intanto comincia a diventare la struttura di riferi­mento di tutto il movimento nello stato, il che non configura una funzione di direzione quanto di comunicazione, restando impregiudicata una pluralità di orientamenti e di opinioni che è, dal punto di vista del frequentatore del Circolo, essenziale alla libera conversazione e al confronto delle idee. Perciò non stupisce che circoli con lo stesso nome possono partecipare e inviare al congresso federativo promosso il 10 ottobre dalla giobertiana Società Nazio­nale per la Confederazione Italiana a Torino elementi di diversa sensibilità politica: quello romano si fa rappresentare da Sterbini e Pinto, Mamiani fu delegato dai circoli di Urbania e Perugia.86)
La distanza tra le diverse città dello stato e le difficoltà delle comuni­cazioni fanno sì che le notizie degli eventi arrivino alla periferia con un certo ritardo. A questa sorte non sfuggono neppure le più importanti informazioni sulle questioni dello stato, onde sappiamo ad esempio che a Bologna dell'amnistia si seppe solo il 21 di luglio, e da li la novità si diffuse più o meno rapidamente nelle Romagne e nelle Marche. Le procedure organizzative prendono qualche altro giorno: sempre a Bologna i festeggia-
85) Cosi il presidente anziano, Venanzio Broglio D'Àjano, apre la seduta dei soci ini­ziatoti il 1 marzo 1849, Il Programma del Circolo Popolare Trejese è in M>W, Collezione Spada, voi. 193, 54.
86). La documentazione fondamentale a stampa sul congròsso tenutosi a Torino dal 10 ottobre è in MCRR, voi. 350; poi nelle Carte Roncalli e nella b. 1105, 5. Fu delegato anche Cado Luigi Bona par te principe di Canino, accolto con molta curiosità e partecipazione dai delegati, che vedevano in lui un parente del futuro padrone della Francia.