Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia religiosa. Secolo XX
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1999
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258 Sergio ha Salvia m
menti si svolgono soltanto dal 24 luglio. Per giungere nelle altre località delle stato le notizie dei festeggiamenti impiegano sempre alcuni giorni, e questo fatto provoca uno strano effetto in chi viene a conoscenza degli eventi per mezzo della stampa, ricevendo come l'illusione di una sequenza prolungata, il senso di un permanente stato di festa, che si rilancia da un centro all'altro e rafforza negli spiriti l'idea di vivere in tempi eccezionali. Ma la festa in questa dimensione laica e civile assume subito il carattere che oggi chiameremmo della manifestazione, di una contestazione dello stato delle cose esistenti che, per quanto non rivolto contro l'interprete prò tempore della sovranità, mette in discussione in modo inequivocabile i termini del patto tra sudditi e governo. Essa inoltre esprime e consolida la forza delle masse, che vi aderiscono tanto più intimamente quanto più la risposta d'ordine, il ritorno alla normalità, non riesce a farsi sentire. Nel momento in cui la via e la piazza si animano, i luoghi consueti della sociabilità, i caffè, le osterie, assumono una vitalità nuova; si distinguono come luoghi in cui si raccolgono determinati settori dell'opinione pubblica, che partecipano alla festa addobbando in modo più o meno ricco il locale e le vetrine o gli ingressi; si segnalano come punti di riferimento di gruppi informali e che pur tendono a formalizzarsi;87) adeguano nomi e condizioni della loro ricettività, e vi si formulano piani o si definiscono iniziative, si avviano discussioni o si commentano i fatti salienti della giornata, costituendo il terreno adatto ad una prima diffusione popolare e di massa delle idee correnti.8 Le feste, o le manifestazioni, forniscono da questo punto di vista un'ampia materia di discussione, sia nei loro contenuti e significati politici, sia nei modi attraverso i quali questi significati sono veicolati dalla liturgia della festa, nella quale prevale subito la simbologia della luce. Ma non è più una simbologia teologica, tutt'altro, perché si crea una netta separazione tra momento più specificamente religioso, collocato in una dimensione temporale propria, le funzioni religiose si tengono in genere di mattina mentre il momento civile e popolare si svolge nelle ore della sera e della notte, senza badare al dato stagionale. Questa scelta esprime le nuove e
*8 Spesso divengono sede di incontri tra gruppi piuttosto stabili di frequentatori, che poi definiscono posizioni e orientamenti, fino a configurare un gruppo informale, in genere connotato dal nome del locale sede d'incontro. Il Caffè delle Belle Arti per esempio, proprio in questo senso, assunse una funzione centrale nelle vicende romane. Per il ruolo di questi luoghi delia sociabilità nella provìncia romana durante la rivoluzione si veda il citato, Fi RIZZI, La coccarda e le campane.
H? In una produzione poetica in lingua che variamente esalta gli eventi, le espressioni della musa vernacola, che spiega e commenta le idee correnti, hanno di solito come scenario le osterie.