Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; FRANCIA ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1914>   pagina <675>
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Bibliografia 075
cali, ma pur aufficiente, si decise a cedere il ducato a Napoleone III uegli accordi preliminari di Plombières, egli potè disporre senza troppi rimorsi di un popolo già quasi tutto francese di cuore. La pace di Villa-franca, che non realizzava se non in piccola parte le promesse francesi, parve inducesse V imperatore a rinunciare dal canto suo al compenso, ma questo fu ridomandato ben tosto come prezzo dell'acquiescenza alle annessioni dell'Italia centrale. Il conte di Cavour non potè più quindi in coscienza continuare il suo appoggio ai Savoiardi di sinistra, ostili all' incorporazione in un impero autoritario, inclini quindi ormai a fa­vorire l'annessione della Savoia alla Svizzera. Ma, poiché la confedera-I zione, per timore di turbare l'equilibrio dei cantoni di diversa confes­sione religiosa, non aspirava che ai distretti del Nord, il pericolo di uno smembramento della patria savoiarda suscitò una formidabile reazione, il cui racconto è per avventura la parte più originale del volume del Trèsal. Unron trovati, colla collaborazione dei liberali più. moderati, tem­peramenti economici (la zona franca doganale dei paesi della frontiera verso la Svizzera) che disarmarono le opposizioni di quelle valli, si or­ganizzarono pétiMoni, si inviò un'ambasceria a Parigi capitanata dal conte GreyHé de Béllecombe e si riesci a far ritirare dal Governo francese un vago affidamento di cessione del Chiablese e del Faucigny dato agli Sviz­zeri in una prima fase diplomatica elio è la meno chiarita nel presente volume. La poca lealtà nel modo di procedere della Confederazione verso l'imperafc.ore> l'appello fatto inopportunamente all' Inghilterra garante solo della neutralità di qneì distretti non revocata in dubbio da nessuno fa­cilitarono la- vittoria dei patriotti savoiardi, giustamente ammirati dal­l'A. nella loro valida difesa dell' integrità territoriale. Ne derivò un'una­nimità davvero singolare nel voto per l'annessione all'impero francese, votazione temuta dunque a torto dai delegati Savoiardi a Parigi. La storia che, per noi italiani ha qualcosa di triste, è continuata sino al suo termine dal Trésal che espone minutamente tutte le modalità per la trasmissione dei poteri, lamentando dai suo punto di vista ohe la miglior parte degli archivii della Savoia sia rimasta a Torino. Un esame delle questioni con­troverse colla Svizzera riguardanti la neutralità dei eircondarii della fron­tièra nord chiude l'accurato volume scritto con garbo, mondo salvo qual­che piccolissima eccezione delle inesattezze nei nomi e nei fatti italiani che deturpano anche ottimi libri francesi.
GL AJJr.AVnBSi.
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