Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Biblioteca di storia moderna e contemporanea
anno <1999>   pagina <389>
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La Repubblica Romana nella Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea 389
Ma passiamo a considerare la raccolta di bandi e fogli volanti, i primi emanazione diretta dell'autorità governativa, i secondi espressione del pen­siero, del modo di sentire, della partecipazione di vasti strati dell'opinione pubblica.5) I bandi posseduti dalla Biblioteca di Storia moderna e contempo­ranea sono oltre mille solamente per il periodo riguardante l'esistenza della Repubblica, per non considerare cioè tutto l'arco 1846-49. Da essi si evince soprattutto quella grande opera di modernizzazione e democratizzazione che rappresenta una delle peculiari caratteristiche del governo repubblicano. Non vi è infatti settore dove questa azione non appaia in tutta la sua evidenza: dall'organizzazione delle finanze a quella dell'esercito, dal riordi­namento deU'amminis trazione della giustizia ai tentativi, sia pur timidi, di distribuire case e terre ai cittadini meno abbienti. Va detto che questa opera di svecchiamento e progressiva laicizzazione del potere era già iniziata sotto i governi immediatamente precedenti (e questo dai provvedimenti emanati da quei ministeri si nota con grande chiarezza), ma certamente il regime repubblicano spinse il processo su un piano molto più elevato. Per dare un'idea dell'intensità e dell'impegno intrapresi da quel governo vorrei solo accennare ad alcuni temi finora poco trattati e, dunque, meno conosciuti, che si possono rintracciare all'interno dell'ampio corpus documentario:6) quello delle feste, molto sentito come mezzo per trasmettere messaggi di natura politica ma soprattutto ideologica ai cittadini; della riorganizzazione dell'esercito che, ispirato al modello francese, prevedeva per la formazione degli ufficiali, persino l'istituzione di scuole di scherma e di palestre ginni­che;7) il tema della laicizzazione degli ospedali e del servizio sanitario in genere, quello, ancora, della tutela delle Belle Arti. La riapertura del Foro romano, i restauri dei giardini del Vaticano e del Quirinale, il trasporto di tele ed arazzi per salvarli dalla distruzione della guerra, l'istituzione di commissioni deputate a vigilare sui luoghi d'arte perché non venissero danneggiati dalle truppe, proclami in difesa delle suppellettili delle chiese: sono solo alcuni dei provvedimenti presi in quei mesi. A testimonianza del­l'interesse che la Repubblica riservava alle Belle Arti, vorrei solo ricordare
9 Sulla raccolte, in generale, M.P. CRITELU, L. ROSSI, Il fondo bandi sciolti della Bi­blioteca di storia moderna e contemporanea', in Società e storia, 1986, n. 32, pp. 449-454.
<) Taluni di essi sono stati toccati da D. DEMARCO, Una rivoluzione sociale. La Repub­blica Romana del 1849, Napoli, 1944 e L. RODELU, La Repubblica Romana dei 1849, Pisa, 1955.
t) Quest'impulso veniva in particolare da Carlo Pisacane che era un grande ammiratore dell'esercito francese, sia per l'organizzazione che per la disciplina. Cfr. N. ROSSELLI, Carlo Pisacane nel Risorgimento italiano, Torino, 1932, pp. 51-54.