Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XX
anno
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2000
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pagina
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243
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// Partito Democratico Costituzionale 243
3.1. Il P.D.C, tra eredità anarde Matta e appoggio alla politica giolittiana
Pur facendo parte in modo non trascurabile del terzo Governo Giolit-ti, i democostituzionali non riescono ad attuare completamente l'eredità ideale di Zanardelli. Insieme alla riproposizione di alcuni temi caratterizzanti la politica dello statista bresciano, come il progresso dell'agricoltura, il miglioramento delle condizioni dei lavoratori, la questione meridionale con gli interventi speciali, l'indennità parlamentare, la riforma giudiziaria e l'irredentismo, vi è l'abbandono di istanze come la privatizzazione delle ferrovie, Pantitrasformismo e la chiarificazione della lotta politica con la formazione di gruppi differenziati da programmi precisi. La riforma tributaria con alcuni sgravi viene annunciata senza seguito dal ministro delle Finanze e chiesta da alcuni deputati del P.D.C.
Il Partito Democratico Costituzionale appare una componente organizzata dell'articolata maggioranza giolittiana.86) Il venir meno del leader Zanardelli ha privato il gruppo di un punto di riferimento carismatico importante.
Alcuni deputati come Tecchio87) e De Nobili,88) fin subito dopo l'avvento del secondo Ministero Giolitti, hanno riconosciuto come loro nuovo
**) Interessanti osservazioni sulle varie frazioni della maggioranza giolittiana e sui metodi utilizzati dallo statista piemontese per mantenerla unita, in ERNESTO RAGIONIERI, Storia d'Italia, voi. IV, tomo 3, Dall'Unità a oggi, Torino, Einaudi, 1976, pp. 1880-1883; H. ULLRICH, La classe politica cit., t. 1, pp. 107-136; LUCIANO CAFAGNA, II blocco laico del 1907 fra realtà nazionale e realtà romana, in Roma nell'età giolittiana cit, pp. 42-43; R. VIVARELLI, Storia delle origini del fascismo cit, pp. 44-54 e pp. 62-74, e A. AQUARONE, L'Italia giolittiana cit, pp. 261-271.
8*) Scriveva il deputato veneto a Giolitti il 22 ottobre 1903: Il successore non puoi essere che tu e devi essere tu. Devi. Scrivo perché qualche giornale ti presenta riluttante all'accettazione del prevedibile incarico. Il tuo rifiuto in questi momenti equivarrebbe come una defezione in feccia al nemico. Non dubitarne: faremo intorno a te il bloc della democrazia italiana. ACS, Giolitti-Koma, b. 31, fase. 97, s.fasc. 1. In una lettera di poco posteriore Tecchio si esprimerà in tono più deciso: Organizzeremo la Sinistra e la metteremo a tua disposizione ma a patto, così almeno penso io , che le forze complementari tu le cerchi a Sinistra e non a Destra. E non ho bisogno di dirtene le ragioni. Non si governa coi piedi in due staffe l'oscura fine di Depretis e le rovine a cui ci condusse Crispi, e la ignominosa caduta di Pclloux, lo dimostrano e non si fanno in questi tempi, e soprattutto non si fanno riforme democratiche, senza il concorso della democrazia intera. A tal fine è necessario fare ogni sforzo per ristabilire la situazione almeno nella parte sua più essenziale, riguardante cioè i radicali. Lettera di Sebastiano Tecchio a Giolitti del 1 gennaio 1904, pubblicata in Dalle carte di Giovanni Giolitti cit., p. 351.
M) Tu hai dei grandi doveri verso il Paese e verso il partito tiberaldemocratico che tu solo puoi e devi condurre a quella situazione cui tu miravi e che fatalmente non riuscisti