Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XX
anno <2000>   pagina <244>
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244 Antonio Scorti ajenghi
leader lo statista piemontese; altri come Talamo e Wollemborg, pur votando­gli la fiducia, sono rimasti in una posizione d'attesa, che è poi sfociata in aperta ostilità nei Confronti dei Governi Fortis, luogotenente di Giolitti. Dopo la breve parentesi Sonnino, al ritorno dello statista piemontese (mag­gio 1906), il gruppo si è riunito e ha riconosciuto, in maggioranza, in lui il nuovo capo ; abbandonando cosi una parte dei convincimenti zanardel-liani come, ad esempio, quello relativo alla necessità di un'organizzazione unitaria della Sinistra.
Giolitti, infatti, a nostro parere, pur non mancando interventi in questa direzione,89) non si adopera per promuovere una distinzione e una con­trapposizione di partiti90) che, invece, in Zanardelli trovavano un sosteni­tore più convinto,91) al di là di alcuni atteggiamenti non lineari.9) Al contra-
ora a creare. Lettera di De Nobili a Giolitti del 12 novembre 1903. ACS, Giolitti-Roma, b. 26, fase. 71, s. fase. 2.
Si vedano i numerosi interventi di Giolitti in questo senso, precedenti al nostro pe­riodo, citati in R. VIVARETU, Storia delle origini dei fascismo cit, pp. 36-37. Vivarelli osserva che Giolitti non appena [...] ebbe l'occasione di rientrare al governo e con ciò di mettere alla prova il suo programma, ogni proposito di costruire intomo sé un partito nuovo, dividendo le forze costituzionali, fu quasi subito abbandonato, hi, p. 39.
w) Come, invece, LUIGI SALVATORELLI, Giolitti, in Rivista storica italiana, a. LXLT (1950), fase. IV, ottobre-dicembre, pp. 526-527, ora ID., L'opera e la personalità di Giovanni Giolitti, in Miti e storia, Torino, Einaudi, 1964, pp. 451-452.
9J) Subito dopo la morte si Zanardelli (dicembre 1903) un suo seguace, Talamo, af­fermava che questi era stato il capo indiscusso della Sinistra. L'intervista all'on. Talamo, in // Mattino, 22 gennaio 1904. Stesso tono avevano le parole del deputato liberaldemocratico Galimberti che riteneva lo statista lombardo, senza verun dubbio, l'unico che nel Ministe­ro Zanardelli-Giolittì cercò di raccogliere le varie frazioni del partito democratico. // saluto di Galimberti a Zanardelli, in La Provincia di Brescia, 4 gennaio 1904. Per il costante impegno dello statista bresciano a realizzare un partito di Sinistra basato sostanzialmente sulla comunanza di programma, H. ULLRICH, Ragione di Stato e ragione di partito. Il grande partito liberale dall'Unità atta prima guerra mondiale, in II partito politico nella belle epoque. Il dibattito sulla forma-partito in Italia tra '800 e '900, a cura di GAETANO QUAGLIARIELLO (Atti del convegno svoltosi a Roma, presso la LUISS, tra il 23 e il 25 novembre 1988), Milano, Giuffrè, 1990, p. 141. Dello stesso autore, vedi anche, L'organizzazione politica dei liberali nel Parlamento e nel Paese (1870-1914), in II liberalismo in Italia e in Germania dalla rivoluzione del '48 alla prima guerra mondiale, a cura dì RUDOLF LILL e NICOLA MATTEUCCl, Bologna, Il Mulino, 1980, pp. 403-450.
*9 Ne è prova, in anni precedenti ai nostri, il connubio Zanardelli-Rudinì del 1897. Su di esso MARIO BELARDINELLI, Origini del connubio di Rudinì-Zanardelli, in Annuario del­l'Istituto storico per l'età moderna e contemporanea, voli. XXI-XXII, 1969-70, Roma, 1973, pp. 167-280. Dello stesso autore Un esperimento liberal-conservatore: i Governi di Rudinì (1896-1898), Torino, Kappa, 1993, pp. 215-241 (1 ed. Roma, Elia, 1976). L'accordo Zanardelli-Rudinì è definito di esasperato trasformismo da SANDRO ROGARI, Alle origini del trasfor-