Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XX
anno
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2000
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246 Antonio Scornajengbi
La politica giolittiana è aliena dagli irrigidimenti dello statista lombardo,08) è indifferente alla seduzione degli schemi del liberalismo classico vagheggiati da Zanardelli e non si sofferma ad esaltare i vantaggi formali del bipartitismo per il retto funzionamento del regime parlamentare .") All'interno della maggioranza di Giolitti, definita ente occasionale, anonimo,100) convivono, infatti, spinte assai diverse tra loro sulle quali l'uomo di Dronero, di volta in volta, fonda la sua leadership, anche compiendo un'improba fatica di Sisifo.101)
4. I democostituytonalì e la politica ecclesiastica del tero Governo Giolitti
Un esempio ulteriore di elasticità della condotta di Giolitti rispetto a quella di Zanardelli10?) e del progressivo adeguamento alla prima di una parte non trascurabile del P.D.C, è offerto dalla politica ecclesiastica del Governo. Con il terzo Ministero Giolitti l'indirizzo di essa non subisce variazioni di rilievo rispetto al nuovo corso intrapreso dallo statista piemontese nel novembre 1903.103> In effetti il Guardasigilli Nicolò Gallo,
w) Questo è il giudizio di Giolitti su Zanardelli: uomo di grande onestà e dirittura [...] Aveva molta cultura, però alquanto antiquata; la cultura propria di Luigi Filippo, da lui assorbita nella sua giovinezza di studente; e ne aveva derivato una mentalità dottrinaria . G. GIOLITTI, Memorie della mia vita. Con uno studio di OLINDO MALAGODI, Milano, Treves, 1922, voi. I, p. 50. Sull'intransigenza dottrinaria dello statista lombardo, R. CHIARINI, Brescia per Zanardelli: il paradigma di una politica liberale, in Giuseppe Zanardelli cit, pp. 37-39.
"5 GASTONE MANACORDA, Dalla crisi alla crescita. Crisi economica e lotta politica in Italia 1892-1896, Roma, Ed. Riuniti, 1993, p. 32 (la ed. Torino, Einaudi, 1968).
iop) GIUSTINO FORTUNATO, // Mezzogiorno e lo Stato italiano. Discorsi politici 1880-1910, Bari, Laterza, 1911, voi. II, p. 394. Su G. Fortunato, amico di Giolitti, ma non del giolittismo, vedi E. GENTILE, ì-'antigiolittismo e il mito dello Stato nuovo, in Istituzioni e metodi politici dell'età giolittiana. Atti del Convegno nazionale (Cuneo 11-12 novembre 1978), a cura di A. A. MOLA, Torino, Centro Studi Piemontesi, 1979, pp. 130-131.
,01) A. AQUARONE, L'Italia giolittiana cit., p. 268. Sul tentativo neotrasformistico dello statista piemontese, vedi anche S. ROG ARI, Atte origini del trasformismo cit., pp. 162-182.
J02) Sì è parlato di netta diversità fra l'oltranzismo anticlericale di Zanardelli e il pragmatismo di Giolitti che non vuole offrire alcun pretesto al riaprirsi di dolorose lacerazioni nei rapporti tra società civile, Chiesa e Stato e tende semmai ad allargare anche ai cattolici l'area del consenso. M- SAGRESTANI, Il fallimento dell'esperimento lihcraldemocratko cit, p. 383.
i3> Su di esso GIOVANNI SPADOLINI, Giolitti e i cattolici cit., passim. Di cambiamenti nel rapporto Governo-Santa Sede avvenuti anche per opera dell'accorta e spregiudicata politica di Giolitti, scrive GABRIELE DE ROSA, il movimento cattolico in Italia. Dalla Restauratone all'età giolittiana, Bari, Laterza, 1970, p, 260 (1 ed. 1966). Si veda anche PIETRO