Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XX
anno <2000>   pagina <248>
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Antonio Scornajenghi
Sinistra e in senso filo cattolico, né viceversa. Dallo statista piemontese rimarrà inascoltato un appello di Romussi a rinnovare il Ministero con forze radicali e con un'accentuazione laicista,11 ma, al tempo stesso, è nota la benevolenza, per non dire aperto sostegno, che Giolitti esprimerà verso il blocco Nathan a Roma, ostentando, addirittura, di voler trasferire all'intero Paese la fortunata esperienza dell'amministrazione capi­tolina.111)
4.1. Ferdinando Martini esponente di un blocco laicista alla vigilia della di­scussione sulla mozione Bisso lati (febbraio 1908)?
Ferdinando Martini, dopo aver ricoperto a lungo la carica di Gover­natore dell'Eritrea (1897-1907),112) riprende il suo posto nelle file della Si­nistra.
tollerante, alieno dagli irrigidimenti del Crispi o del di Rudinl, scrive F. FONZI, 7 cattolici e la società italiana dopo l'Unità, Roma, Studium, 3" ed. ampliata 1977, p. 115 (la ed. 1953).
no) Questa la proposta dì Romussi a Giolitti nel marzo 1907, all'indomani della con­temporanea morte del Ministro Gallo e della grave malattia che ha colpito il Ministro delle Finanze Massimini: Vi contenterete della considerazione di mettere uno di Sinistra demo-cratica al posto di Gallo, uno di Sinistra anticlericale al posto del Massimini? Oppure non credereste l'ora opportuna per fare un rinnovamento ab imis del vostro Gabinetto? A me parrebbe che questa seconda soluzione sarebbe la migliore perché assicurerebbe per l'avvenire. Il Gìanturco è malato [...] lo sanno tutti: sarebbe triste per voi se dovesse anch'egii cadere al vostro fianco. Il Rava, perfetto galantuomo, persona di valore vero, s'è dimostrato incapace di sostare nell'intricata selva della Minerva: sarebbe peccato perderlo, ma sarebbe meglio all'Agricoltura e Commercio. Non vi parlo di Vigano che perdette ogni serietà col suo matrimonio e coli'intervista che si fece pubblicare sul Corriere; non del Tittoni, l'amico del Bonomelli e dei clericali che voi avete creduto forza trascurabile e che si rivelano ogni giorno più potenti [...]. È il momento di rinnovare il Ministero con forze radicali. Sarebbe la ricostituzione del gruppo democratico serio in Parlamento e si potrebbe combattere meglio i sonniniani e i loro ambiziosi alleati [...]. Lettera di Romussi a Giolitti dell'8 marzo 1907. ACS, Giolitti-Roma, b. 27, fase. 78. I Ministri indicati da Romussi non saranno sostituiti che per cause naturali e non con esponenti radicali: Gallo da Orlando, Massimini da Lacava e Gianturco da Bettolini. Con gli avvicendamenti effettuati lo statista piemontese mantiene inalterata la dosatura delle forze.
"') A.A. MOLA, Giovanni Giolitti. Grandetta e decadenza dello Stato liberale con docu­menti inediti, Torino, L'Arciere, 1978, p. 185. Di atteggiamento assai oscillante di Giolitti verso la capitale, ha scritto ALBERTO CARACCIOLO, Roma capitale. Dal Risorgimento alla crisi dello Stato liberate, Roma, Ed. Riuniti, nuova ed. ampliata, 1993, pp. 268 e passim (la ed., 1956). Sul rapporto estremamente complesso tra Giolitti e Nathan, anche precedente ai nostri anni, vedi ROMANO UGOLINI, Ernesto Nathan, in Roma nell'etàgialittiana eie, pp. 151-152.
I,a) In proposito, vedi A. AQUARONE, La politica coloniale italiana dopo Adua: Ferdi­nando Martini governatore in Eritrea, in Rassegna storica del Risorgimento, a. LXII (1975), fase. Ili, luglio-settembre, pp. 347-377, e fase. IV, ottobre-dicembre, pp. 449-483.