Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XX
anno
<
2000
>
pagina
<
249
>
II Partito Democratico Costituzionale 249
Alcuni storici lo accreditano, all'inizio del 1908, come esponente di spicco di un fronte laicista, comprendente una parte della Destra, guidata da Rudinì, e l'Estrema Sinistra.113) L'occasione per concretizzare il progetto sarebbe offerta dalla discussione sulla mozione Bissolati nel febbraio 1908.
L'ipotesi di un'alleanza di questo tipo, e di Martini come uno dei protagonisti, trova spazio, con diversa accentuazione di toni, nei giornali di tutti gli schieramenti.
Tra quelli del PJD.C. prevale scetticismo, incredulità ed anche indifferenza. Scettica è la La Provincia di Brescia, la quale si limita a dire che è molto accreditata la voce che Ferdinando Martini si prepari a diventare il Clemenceau della politica italiana, anche se sulla combattività politica dell'on. Martini è lecito fare qualche riserva.114)
L'Unione sarda, vicina alle posizioni del ministro dell'Agricoltura Cocco Ortu, registra un tentativo d'intesa Rudinì-Estrema Sinistra-Martini, ma si chiede incredula: sarà vero? Mah! .115)
Altri quotidiani democostituzionali, come L'Adriatico, diretto da Sebastiano Tecchio, e il Caffaro, diretto da Pietro Guastavino, ignorano il progetto Martini e si limitano a rilevare il grande successo ottenuto alla Camera dal politico toscano con il suo intervento a favore della scuola laica.116)
E evidente che da parte di questi giornali si tenda a smorzare, per non dire ignorare, l'eventuale asse Martini-Rudinì-Estrema e a riconoscere la leadership di Giolitti inattaccabile.
Di diverso avviso sono, naturalmente, alcuni giornali di opposizione di Estrema Sinistra e di Destra, i quali seguono con attenzione il possibile scenario.
Nell'Estrema Sinistra l'entusiasmo per una nuova prospettiva politica è espresso, in modo particolare, da Luigi Lodi, direttore de La Vita, il quale
ii3) Di una convergenza delle forze più decisamente laiche, dai superstiti della Destra storica attraverso la Sinistra di Martini e Finocchiaro Aprile, fino ai tre gruppi del-l'Estrema , scrive H. ULLRICH, La classe politica cit., t 1, p. 153. Dello stesso avviso, anche F. CORDOVA, Massoneria e polìtica cit, pp. 282 e 337; P.L. BALLINI, La Destra mancata. 11 gruppo rudiniano-luattiano fra ministerìalismo e opposizione (1901-1908), Firenze, Le Monnier, 1984, pp. 219-221, e F. FONZI, La Chiesa e lo Stato italiano, ìn Storia della Chiesa, voi. XXII, tomo I, La Chiesa e la società industriale (1878-1922), a cura di ELIO GUERRIERO e ANNIBALE ZAMBARBIERI, Milano, Ed. Paoline, 1990, p. 324.
,14> L'insegnamento religioso, in La Provincia di Brescia, 15 febbraio 1908.
1W Rudinì s'è inteso con l'Estrema?, in L'Unione sarda, 26 febbraio 1908.
i") La fine del magistrale discorso dell'on. Martini è salutata da applausi fragorosi a cui prende parte anche la tribuna dei giornalisti , Note alla seduta, in L'Adriatico, 22 febbraio 1908. Di grande successo ottenuto dal discorso di Martini, scrive il Caffaro, Note alla seduta, 22 febbraio 1908.