Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XX
anno <2000>   pagina <252>
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252 A.ntonio Seornajenghi
tale stato d'animo, effettivamente, è perlomeno strano che il Martini si allei con chi cerchi di distruggerlo moralmente.126)
Last but not least è il peso elettorale crescente che vanno acquisendo i cattolici, e la consapevolezza di Martini che il suo appello ad una politica laicista incontri scarso consenso, per il fatto che le elezioni sono prossime, e da una parte alcuni non vogliono perdere l'ausilio dei preti; altri, dall'altra, recitano ciò che il Vaticano lor suggerisce .127)
Per tutti questi motivi è arduo pensare che un Martini così amareg­giato e sfiduciato128) possa guidare un blocco laicista. Anche Giolitti appare lontano dall'essere allarmato dalla presenza del politico toscano.129)
4.1.1. Martini, i cattolici e la Massoneria
Martini, come accennato, è conscio dell'aumentato peso elettorale dei cattolici, ma non sembra incline a cercarne i voti. Così si esprime con Ugo Ojetti nel febbraio 1908, durante la discussione sulla mozione Bissolati:
completamente godere; ma i tuoi nemici, con i trionfi da te ottenuti sono aumentati e vedrai che torneranno a molestarti; so, e son certo, che non giungeranno a nulla perché dal nulla si muovono, ma con tutto ciò ti annoieranno e molesteranno, avendo anche acquistato i preti per alleati. Lettera del 25 febbraio 1908. ivi, cass. (cassetta) 5, fase. 34, Bonomìa Diomede.
,2fi) Così in Rudinì s'è inteso con l'Estrema?, in L'Unione sarda cit.
127) Lettera di F. Martini a Raffaello Melani del 23 febbraio 1908, in F. MARTINI, Lettere (1860-1928), Milano, Mondadori, 1934, p. 420.
,28) Questa impressione traspare anche da un'intervista rilasciata da Martini a II Nuovo Giornate di Firenze, alla vigilia del suo discorso alla Camera sulla mozione Bissolati. In essa Martini si dichiara amico del Governo, anche se oggi, sull'insegnamento religioso, non mi posso trovare d'accordo con lui. Non ritiene che la questione verrà risolta in breve tempo. Martini fa sapere che si schiererà a favore dell'insegnamento laico, ma prevede che su questa posizione non saremo più di sessanta-settanta. Questa poi, prosegue, non è nemmeno la stagione opportuna per prendere delle risoluzioni importanti. La Camera è in fin di vita... e la maggioranza voterà il regolamento presentato dal Gover­no. Alla domanda del giornalista, se questo raccogliere e disciplinare di forze prò e contro l'insegnamento religioso avrà conseguenze nel futuro assetto politicò, Martini si limita a rispondere, genericamente, che è buono tutto quanto serve a porre termine alla presente confusione; se i partiti si delineeranno e prenderanno più vigore, tanto meglio. Intorno alia drsfussioM. Nostre interviste, in // Nuovo Giornale cit.
,29) Durante il discorso di Martini a favore della laicità della scuola, Filippo Turati nota, in tono colorito, che la gaiezza non tramontò mai dal viso rosso di Giolitti. Ciò fa pensare al leader socialista che il capo del Governo non tema Martini e che magari pensi già dì rovesciargli addosso un torrentello di fango. Turati sì riferisce agli scandali che vedono protagonista Martini, ma anche ad altre marachelle che lo riguardano. Lettera del 21 febbraio 1908, in FÌLIPPO TURATI R ANNA KUUSCIOPP, Carteggio, voi. II cit., p. 745.