Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XX
anno <2000>   pagina <253>
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11 Partito Democratico Costituzionale 253
Le elezioni sono prossime,4 preti mettono l'aut-aut[...]. I provvedimenti del Ministero sono, tra l'altro, incostituzionali [...]. Si tratta di opporsi al prepotere del Vaticano: la maggioranza scrolla le spalle e dà a noi degli utopisti e de' guastame­stieri. E il Vaticano si contenta di quattro chiacchere catechistiche, fatte un'ora la settimana da un maestro ateo, e dà a credere di voler così tutelati il sentimento religioso e la fede! Vuole avere un piccolo, menomo posto nella scuola, ecco quello che vuole: di là, a tempo opportuno, si muove ad altre conquiste. Noi siamo vecchi e poca più forza ci resta per combattere queste che sono vere battaglie per la civiltà. Tocca a loro giovani e valenti a difenderla.130)
Martini, all'indomani del suo discorso alla Camera, non sembra preoc­cupato della possibilità che potrebbe non essere riconfermato a Montecito­rio per la sua posizione di intransigente laicismo, libero, però, da qualsiasi intolleranza giacobina.131)
Così scrive, infatti, a Diomede Bonamici:
Se tutti coloro i quali mi hanno dal collegio mandato nei giorni scorsi lette­re e telegrammi, pregandomi e talora imponendordi tacere o mentire, avranno fede a loro stessi, nelle prossime elezioni sarò bocciato. Ma che importa? Che ci si sta a fare alla Camera, se non ad esprimere il proprio pensiero nelle questioni di tanta gravità, quale è quella dell'istruzione religiosa nelle scuole? ,139
Nel periodo delle elezioni del marzo 1909, così si esprimerà con la fi­glia Teresa:
Ho proprio bisogno di star con te e di avere qualche ora di pace, dopo le trepidazioni e le fatiche della battaglia contro la ferocéra sacerdotajiee i clamori
,3(0 Lettera di F. Martini a Ugo Ojetti del 24 febbraio 1908. F. MARTINI, Lettere cit,, p. 422.
131) Còsi H. UIXRICH, La classe politica cit., t. 1, p. 156. In una lettera al senatore Luigi Bodio dell'I 1 marzo 1908, Martini ritiene, a proposito dell'insegnamento religioso, che la maggior parte di coloro che lo vogliono bandito dalla scuola non accampano, com'è giusto, la inappetenza dello Stato, o il pencolo di insegnamenti che contrastano a tutto quanto è fondamento e orgoglio dello stato moderno, ma vogliono addirittura combattere ogni idea di religiosità; e la maggior parte di coloro che domandano l'istruzione religiosa sia impartita nella scuola non credono neanche a Dio ...J Ma caro signor Senatore, tutto va à la derive nel nostro Paese: il "mezzo termine" è la norma costante del Governo e del Parlamento. Prepariamo a* nostri figlioli un brutto avvenire. Lettera di Martini a Luigi Bodio, in F. MARTINI, Lettere cit, p. 423.
I32> Letrera di Martini a Diomede Bonamici del 23 febbraio 1908, ivi, p. 421.