Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XX
anno <2000>   pagina <264>
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264 Antonio Scornajenghi I
tato cuneese si opporrà anche al secondo Ministero presieduto dal politico romagnolo. In seguito, però, Galimberti, anche per l'acuirsi delle tensioni con Giolitti,174) rinuncerà, per avere il voto dei cattolici, all'accentuato laicismo e alle battaglie sul divorzio del leader bresciano. Questo avverrà alla vigilia delle consultazioni amministrative del febbraio 1908,175) per poi continuare all'approssimarsi delle politiche del 1909 e rinnovarsi in quelle del 1913. Sulle cause dell'intesa con i cattolici si sono ravvisati solo motivi, per così dire, materiali. A. A. Mola riprende la schematica tesi gramsciana secondo cui la campagna, in quanto serbatoio di clientele conservatrici e al limite reazionarie, [può] rappresentare il maggior pericolo (ed [ha] costituito il più forte ostacolo) per la democrazia laica,176) e afferma che i cattolici sono in grado di controllare contemporaneamente la campagna e parte dell'elettorato moderato cittadino.177) Dei cattolici viene sottolineata esclu­sivamente la compattezza ed attivismo nel campo dell'associazionismo e dell'organizzazione finanziaria degli interessi della piccola proprietà agri­cola.17 Oltre alle motivazioni concrete, che pure esistono, ci sono, a nostro avviso, per i cattolici, quelle religiose. Il cambiamento di atteggia­mento di Galimberti consente ai cattolici di appoggiarlo, come scrive il vescovo di Cuneo, Andrea Fiore, in una comunicazione alla S.d.S. alla vigilia delle politiche del 1909: Galimberti nel passato in diverse circostanze si dimostrò versipelle ed anche anticlericale; tuttavia, specialmente dopo le ultime elezioni amministrative, egli si è avvicinato apertamente a noi, il suo quotidiano, la Sentinella ha smesso la solita sua nota antireligiosa, ed io posso sperare in lui una condotta migliore per l'avvenire.179) L'appoggio dei cattolici a Galimberti sarebbe potuto avvenire anche nelle elezioni del 1913, poiché essi avevano potuto apprezzare la sua lealtà durante tutta la XXHI Legislatura.180) In quella circostanza, però, Giolitti si risentì dell'ari-
>74) Sul travagliato rapporto Gioii tti-Galimbetri, E. MAN A, ha professione di deputato cit, p. 181 e passim.
175) A. A, MOLA, Stampa e vita pubblica di provincia cit, p. 257, sostiene che, alla vigilia delle amministrative del 1908, vi fu un'alleanza fra liberali e cattolici, promossa da Tancre­di Galimberti,
17<i> Il passo è cit. ivi, p. 256, nota 22.
177) ìbidem. Dello stesso avviso anche E. MANA, La professione di deputato cit., p. 213.
ì78> A. A. MOLA, Stampa e vita pubblica di provincia cit, p. 243.
M Lettera di Andrea Fiore alla S.d.S. del 23 febbraio 1909. ASV, Segr. Stato, Ep. mo­derna, a. 1909, rubrìca 80, fase. I, Elezioni politiche, p. 121.
180 p. FoNZl, Sulla partecipatone dei cattolici cit, p. 195.