Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XX
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// Partito Democratico Costituzionale 269
All'aggressività anticattolica degli zanardelliani sul piano locale corrisponde, sul piano nazionale, un atteggiamento più remissivo: un comportamento, a nostro parere, a doppio binario. I democratico-costituzionali della provincia bresciana seguono in Parlamento la politica di conciliazione giolittiana, tanto da scatenare le accuse dall'Estrema Sinistra e dai liberali di Sinistra di tradimento alla memoria di Zanardelli.200)
In Veneto, un quadro non meno negativo nei confronti di un altro deputato aderente al P.D.C., il massone Vittorio Moschini, viene fornito dal vescovo di Concordia, Francesco Isola. Moschini viene definito esponente del partito progressista sovversivo e uomo nefasto [...] resosi famoso per Tancor più famoso o.d.g. da lui presentato alla Camera contro l'insegnamento religioso. Il prelato, quindi, ritiene una necessità escludere il Mosqhini .201) U vescovo di Padova, Luigi Pellizzo, agli zanardelliani anticlericali Wollemborg202) e Vendramini,203) candidati rispettivamente a Cittadella e Bassano Vicentino, preferisce Zileri e Roberti.204) Viene combattuto dai
ZANNINI, Nell'Unità italiana cit., pp. 480-481; e G. FORMIGONI, 7 cattolici-deputati (1904-1919) cit, pp. 69-70.
200) U voto favorevole all''interim Tittoni (marzo 1905) della deputazione bresciana venne fortemente stigmatizzato, per es., dalla Rivista popolare di politica, lettere, arti, diretta dal repubblicano Napoleone Cola Janni, per la quale la fedeltà a Tittoni dei bresciani, au grand compiei, dimostra che lo spirito [di Zanardelli] è ermeticamente chiuso nel camposanto di Brescia e che non ne uscirà più. Gli episodi di una crisi ministeriale, a. XI (1905), n. 6, 31 marzo, pp. 144-145; ed anche dalla democostituzionale Sentinella delle Alpi. Vedi, per es. IL 'elezione di Brescia, 27 marzo 1905.
201) Lettera del vescovo di Concordia, F. Isola, del febbraio 1909. ASV, Segr. Stato, Ep. moderna, a. 1909, rubrica 80, fase. I, Elezioni politiche, p. 239.
2 Sulla campagna elettorale fortemente laicista di Wollemborg, H. ULLRICH, ha classe politica cit, t. 1, pp. 316 e 340. Per l'anticlericalismo del deputato veneto è eloquente una sua dichiarazione pubblicata dalla rivista massonica Acacia nell'ottobre 1909: Lo Stato Italiano non è ancora interamente libero da ogni influenza e ingerenza teocratica e dogmatica, in tutte le manifestazioni civili dall'ordinamento della scuola pubblica a quello legale della famiglia. E contro questo pericolo noi dobbiamo combattere con tutte le forze per la dignità dello Stato, per l'avvenire della patria e per la causa della moderna civiltà, p. 192.
B0) Sull'anticlericalismo estremo di Vendramini, vedi G. BERTI, Aspetti dell'attività politico-parlamentare di Francesco Vendramini cit., p. 356.
7M) Lettera del vescovo di Padova, L. Pellizzo, del 1 marzo 1909. ASV, Segr. Stato, Ep. moderna, a. 1909, rubrica 80, fase. I, Elezioni politiche, pp. 18-19. La relazione è parz. cit. in F. FoNZJ, Sulla partecipazione dei cattolici, in // Veneto nell'età giolittiana cit., p. 204. D'accordo sulla scelta di Zileri contro Wollemborg, nemico dell'insegnamento religioso , anche il vescovo di Treviso, Andrea Giacinto Longhini. Il collegio di Cittadella, come ricorda il vescovo, è alle dipendenze della diocesi di Padova, quantunque diverse parroc-