Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XX
anno <2000>   pagina <271>
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li Partito Democratico Costituzionale
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garantisce sufficientemente il loro avvenire ,209> A Livorno I e II il vescovo, Sabatino Giani, chiede l'accesso alle urne dei cattolici per salvare l'ordine minacciato dai socialisti alleati con ogni peggior canaglia, a favore dei due candidati liberali del collegio (il democostituzionale giolittiano21 Dario Cassuto e il liberaldemocratico Salvatore Orlando). Ci sono, invero, delle riserve per entrambi, poiché, senza specificare chi, l'uno è massone, anche se non infesto alla Chiesa; l'altro è cattolico, ma anticlericale.211) La Segreteria non acconsente alla richiesta: ricorda che l'accesso alle urne è concesso solo nel caso sia necessario per impedire gravi danni alla Chie­sa e se sì abbia morale certezza di felice esito, e conclude, dunque, che rispetto a queste due condizioni non vi è luogo alcuno di domandare o di concedere la facoltà di permettere ai cattolici l'accesso alle urne .212)
Nelle Marche la valutazione del vescovo di San Severino Marche, Gio­suè Biechi, su Anselmo Ciappi, già di soddisfazione dei cattolici,213) fa capire che, molto probabilmente, l'appoggio è stato dato anche in prece­denti" consultazioni.214)
209) ASV, Segr. Stato, Ep. moderna, a. 1909, rubrica 80, fase. II, Elezioni politiche, p. 623. Il Vicario spiega che nella città vi è una lotta accanita fra i partiti popolari socialisti, anarchici, repubblicani, radicali, massoni e partiti dell'ordine. I primi hanno pubblicato un programma assolutamente anticlericale e antireligioso. Vogliono la separazione totale della Chiesa dallo Stato, la laicizzazione delle scuole, degli Ospedali e di tutti gli Istituti, ostraci­smo alle Congregazioni religiose etc. , ivi, p. 622.
210) Significativa testimonianza è una lettera di Cassuto a Giolito all'avvento del suo terzo Governo; Illustre ed onorevole cav. Giolitti. Pare che il Ministero possa considerarsi cosa fatta a quello che ne dicono i giornali e che il suo alto senno, la sua provata esperien­za, il suo tatto delicato abbiano saputo dargli omogeneità e forza. Lei sa che io sono Suo sincero estimatore e seguace, non del momento, e quindi mi permetto di porgerLe in questa occasione le mie vive congratulazioni e i miei auguri, convinto che il bene del Paese troverà nelle Sue mani tutela e incremento. Lettera del 27 maggio 1906. ACS, Giotitti-Roma, b. 25, fase. 67.
aM) Lettera del vescovo di Livorno alla Segreteria di Stato del 2 marzo 1909. ASV, Segr. Stato, Ep. moderna, a. 1909, rubrica 80, fase. II, Eledoni politiche, p. 645. La relazione è parzialmente citata in F. FONZI, Considerazioni storiografiche e metodologiche cit, p. 15.
2133 Lettera della S.d.S. al vescovo di Livorno, Sabatino Giani, del 4 marzo 1909. ASV, Segr. Stato, Ep. moderna, a. 1909, rubrica 80, fase. II, Elezioni politiche, pp. 643-644.
Lettera del vescovo di San Severino Marche, Giosuè Biechi, alla Segreteria di Stato del 15 febbraio 1909, ivi, p. 447. Anche il vescovo di Osimo e Cingoli (diocesi appartenenti ài collegio di San Severino Marche), Giovanni Battista Scotti, chiede, nello stesso periodo, di poter andare alle urne (...) e favorire la candidatura Ciappi che mi dicono meno male. Lettera del 1 marzo 1909, ivi, p. 6T5.
2M) GIOVANNI CORRADINI, Liberali e cattolici nelle Marche (1900-1915), prefazione di GIOVANNI SPADOLINI, Urbino, Argalla editore, 1970, pp. 73 e 75.