Rassegna storica del Risorgimento
GAROSCI ; ALDO ; RICORDO
anno
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2000
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pagina
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281
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LIBRI E PERIODICI
BIANCA MONTALE, Mito e realtà di Genova nel Risorgimento (Studi e ricerche. Collana diretta da Marino Berengo e Franco Della Peruta); Milano, Franco Angeli, 1999, in 8, pp. 156. L. 30.000.
Questa ormai prestigiosa Collana di studi storici si è ora arricchita di un contributo fondamentale. L'Autrice, docente presso l'Università di Genova, è stata per diversi anni alla direzione dell'Istituto Mazziniano e conta in proprio attivo una serie di importanti contributi che riguardano in massima parte Genova e Parma. Ha studiato prevalentemente il mondo democratico ligure, dedicando ad esso saggi di prim'or-dine e rivolgendo la propria attenzione a Mazzini, ad Antonio Mosto, alla Confederazione operaia genovese, all'emigrazione politica in Liguria. Ha effettuato anche ricerche in un altro versante politico, quello dei moderati e ci ha offerto un ottimo libro su Emanuele Pes di Villamarina.
Piace nella Montale la serenità di giudizio e l'esattezza filologica. Abituata, nel periodo della sua formazione, a leggere e a schedare tanti documenti, a riprodurre grafie di non facile lettura, ha riprodotto felicemente lettere e altre scritture con rigore scientifico. Le sue produzioni possono qualificarsi esemplari: nei riscontri delle sue affermazioni è sempre precisa, ed attendibile è quanto afferma. Invano nelle sue pagine si cercherebbero inesattezze. Il mondo politico che circonda Mazzini è stato da lei studiato con forza di dottrina e felicità di scrittura. Ha dedicato la sua operazione storiografica al mondo genovese del Risorgimento e in questo campo di studi la sua autorità non è messa in discussione dai cultori di questa materia. La visione che Ella ha dei problemi di quell'età in cui Genova è stata pilota del Risorgimento italiano, è puntuale, perché tutto ha voluto guardare. Non si è fermata ad alcuni dei consueti filoni più appariscenti della vita politica genovese di quell'età, quale il mazzinianesi-rao, il movimento operaio, l'emigrazione politica, ma ha saputo guardare anche in altri campi, con risultati importano, quali il movimento cattolico, a Genova particolarmente vivace, l'amministrazione comunale, la beneficenza e altro.
In questo suo ultimo contributo ha saputo mettere in riscontro il mito e la realtà di Genova in quel tempo. La sua consumata competenza su uomini e fatti della Superba l'ha sollecitata a considerazioni che la tradizionale storiografia non ha saputo esprimere. In questo libro abbiamo una visione di Genova onnicomprensiva. Si era sempre ritenuto Genova città mazziniana e garibaldina: questo può essere vero in parte. Al di fuori del mito che la storiografia ha creato attorno alla città di Mazzini, di Bixio, di Mameli, la Montale ha indicato un'altra realtà che è la risultante di una meditazione senza pregiudizi, guardando alla realtà effettuale della seconda città dei Regno di Sardegna.