Rassegna storica del Risorgimento

GAROSCI ; ALDO ; RICORDO
anno <2000>   pagina <282>
immagine non disponibile

282 jjfrti e periodici
Come sedimenti di vecchie strutture mentali, vengono rigettaci luoghi comuni che una pigra tradizione di studi ha consolidato. Si è fatto spazio ad altre compo­nenti interpretando Ì modi di vita della gente di allora. Tutto è stato esaminato dalle opere di beneficenza alle carceri, alla mendicità, al giornalismo, alla scuola, dai nobili al clero, dall'amministrazione comunale alla magistratura, dalla sanità al mondo degli intellettuali.
Il lettore vi trova una Genova vera, quale è srata da Napoleone a Cavour e ol­tre con le sue iniziative, con il dissidio di tante forze. Una città che ha cercato il proprio spazio politico ed economico. Il libro si snoda con lineare semplicità: tiene conto del lettore che non ha l'obbligo di essere specialista. E una sintesi che soltanto chi ha chiaro nella mente la sequenza dei problemi e la preparazione per coordinarli ci può offrire col supporto di una sicura dottrina. Il volume è dedicato a Milla Mo­relli, sempre viva nel ricordo di chi ha avuto il privilegio di averla maestra e amica.
EMILIO COSTA
FRANCO STRAZZULLO, Il marchese di Squillace Leopoldo de Gregorio ministro di Cario di * Borbone; Napoli, Liguori, 1997, in 8, pp. 233. L. 50.000.
Ha ragione Gallo, che definisce il marchese di Squillace cavaliere messinese, uomo di rari ed inesplicabili talenti, sperimentato in moltissime contingenze, o Schipa, che lo dice siciliano di oscura origine? Sta di fatto che Leopoldo de Gregorio, marchese di Squillace, fa una rapida carriera con Carlo di Borbone, che lo nomina ministro, dopo di averne saggiato in diversi incarichi di buon livello l'abilità amministrativa e le capacità di governo. Orbene, di questo borbonico fe­dele, con l'equilibrio e con la competenza che gli derivano da mezzo secolo di ri­cerche pazienti e puntuali in polverosi archivi e tra carte dai vivagni consunti, trac­cia un profilo interessante Franco Strazzullo con un volume pubblicato dall'editore napoletano Liguori.
La cattiva usanza tra gli storici non adusati all'indagine sui documenti originali porta a tramandar notizie l'un dall'altro in maniera fallace e talvolta la mala fama si trasmette da libro in libro senza alcuna verifica sui fatti dei giudizi prima espressi per disinformazione o per una sorta di prevenuta avversione. Nel caso nostro era proprio necessario che uno studioso accorto e scrupoloso sbarrasse il passo ad una valutazione immeritata quanto immotivata. Strazzullo giunge ad una conclusione obiettiva, dopo attenti approfondimenti in merito, quando afferma: Percorrendo le diverse fasi della vita di questo statista, a Napoli come in Spagna, e poi a Venezia, mi par di capire che la fedeltà al re, quindi l'impegno a realizzare il riformismo ca-rofioOi sia stata lUdea-forza che guidò tutto il suo programma di governo e dà del personaggio un giudizio complessivo accertato, definendolo un uomo coraggioso dalla volontà leonina, che merita tutto il nostro rispetto a due secoli dalla sua morte.
Certamente non solo perché interrompe una tendenza sfavorevole nel giudi­care h. persona e l'opera del fedele seguace di Carlo di Borbone va visto il merito