Rassegna storica del Risorgimento
GAROSCI ; ALDO ; RICORDO
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284 Ubri e periodici
pegno consumato e del tanto tempo speso. In effetti, deve dirsi per concludere che Leopoldo de Gregorio, marchese di Squillacc e ministro di Carlo di Borbone, merita una rivalutazione accorta per essere collocato al giusto posto non solo nel profilo storico della presenza borbonica nelle Due Sicilie, ma anche nel panorama complessivo della storia europea del Settecento per l'azione svolta con sagacia e con profitto presso la monarchia spagnola. Che una revisione di merito cominci a farsi è indubbiamente fatto positivo per dare il giusto rilievo a luci e ombre di un secolo, sulle cui vicende ancora molto deve discutersi
GAETANO AND RISANI
SERGIO ONGER, Caro figlio, stimato padre. Famiglia, educazione e società nobiliare nel carteggio tra Francesco e Luigi Masucbelli (1784-1793); Brescia, Comune di Brescia. Assessorato alla Cultura-Grafo, 1998, in 8, pp. 326. S.p.
H conte bresciano Francesco Mazzuchelli (1751-1829), dopo essersi separato dalla moglie nel 1784, affidò il figlio Luigi (1776-1868) al Collegio Cicognini di Prato. Da quel momento iniziò fra i due una fitta corrispondenza che si protrasse per un decennio, fino a quando cioè Luigi lasciò l'istituto. Sergio Onger, nel corso di un censimento sui carteggi conservati nelle biblioteche pubbliche e private della provincia di Brescia condotto per la Regione Lombardia, ha individuato l'epistolario curandone la pubblicazione. Il volume presenta due motivi di particolare interesse. Da un lato ricostruisce il percorso di formazione di un esponente di rilievo del ceto dirigente di un'importante città dell'Italia settentrionale in una fase cruciale della storia europea. Dall'altro è un notevole esempio di sistemazione delle fonti documentali basata sulla precisa e paziente trascrizione di una nutrita serie di lettere solo in apparenza banali. Le pagine introduttive dello studioso, così come le schede da lui elaborate in appendice sui vari personaggi locali citati nell'epistolario e la scelta iconografica ricca di significative immagini dei componenti della classe dirigente bresciana in età napoleonica, costituiscono poi una cornice molto utile per chi voglia conoscere la società di fine Settecento, a livello di ceti dominanti, in questa parte d'Italia.
Nel complesso il carteggio rivela un freddo rapporto tra due persone che non si conoscevano, né si amavano troppo. Dopo aver spedito il figlio in Toscana più che per consentirgli di ampliare le proprie esperienze, per tenerlo lontano da Brescia, Francesco gli proibì di avere contatti con la madre (tanto che le pochissime lettere a lei indirizzate furono filtrate attraverso la censura paterna). In dieci anni lo andò a trovare due sole volte, mentre neppure durante i periodi di vacanza Luigi poteva Eornare nella città natale. Un simile distacco riflette i costumi nobiliari deliV4/wV Regime. Anche se lo stesso Francesco aveva contravvenuto in gioventù alle regole, sposandosi pur essendo secondogenito, si nota nelle scelte da lui operate per il figlio la persistenza di un progetto educativo tradizionalmente aristocratico. Contemporaneamente, si ricava la netta impressione che la figura della madre, Isabella Conforti, sia rimasta nonostante tutto un'entità in grado di condizionare indirettamente i rapporti tra padre e figlio. La loro vicenda è una testimonianza, in