Rassegna storica del Risorgimento

GAROSCI ; ALDO ; RICORDO
anno <2000>   pagina <285>
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Libri e periodici 285
realtà, della frattura con le proprie origini attuata da una generazione che comin­ciava a riflettere in termini di destino individuale e non di progetto familiare (le prime avvisaglie di tale evoluzione si erano riscontrate del resto già nel com­portamento di Francesco). Molti primogeniti e cadetti delle più antiche casate nobi­liari, in un'epoca di sconvolgimenti del contesto storico, vollero costruire un itine­rario esistenziale diverso da quello preventivato dai padri. Si affermò il modello inglese, che includeva la possibilità di agire in modo indipendente dalla volontà familiare, in contrasto con i valori che il modello d'Ancien Regime cercava di in­fondere.
Eppure qualcosa di enigmatico, nella storia dei due Mazzuchelli, rimane. Per dieci anni non emerge mai nell'epistolario il tentativo di Luigi di prendere le distanze da ciò che il padre ordina e dice. I riferimenti alla politica sono pressoché inesistenti. Benché si ricavi qualche segno di insofferenza, verso i sedici anni, da parte del figlio per le limitate possibilità di spesa lontano da casa (e in ogni caso le richieste economiche del giovane sono prontamente soddisfatte dal padre), qualsiasi pensiero personale appare coperto nelle lettere formali di un carteggio ordinario dove si parla di precettori, libri, erudizione, secondo lo schema epistolare classico, sullo sfondo di una triste educazione in collegio. Poi improvvisamente, tornato a Brescia nel 1794, Luigi dapprima entra nella Massoneria e intraprende la carriera militare contro il parere del padre, tre anni dopo è tra le personalità di spicco della rivoluzione giacobina locale, nel 1800 sposa ancora una volta all'insaputa del padre la francese Paolina d'Eiderdy con un matrimonio affrettato dalla gravi­danza della futura moglie. La rottura generazionale sarà, infine, sancita drammati­camente nel 1819 con la richiesta di Luigi, che ha ormai in mano le redini della famiglia, di interdire il vecchio Francesco, forse malato di epilessia, a causa dei de­biti da lui contratti. L'educazione tradizionale sembrerebbe, dunque, servita solo a costruire una maschera , divenuta col passare del tempo una specie di seconda natura per Luigi. I documenti, finora pochissimo studiati, come quelli messi a di­sposizione dal lavoro di Onger, permettono di cogliere bene i cambiamenti antro­pologici che sotterraneamente erano già in corso prima della Rivoluzione francese e consentono di capire come tali cambiamenti siano avvenuti in ogni caso nel segno di una fondamentale continuità: i nuovi esponenti di alcune grandi casate nobiliari conservano il potere superando la dimensione provinciale per assumerne una cosmopolita. Cosi il giacobino Luigi Mazzuchelli rinuncerà ai vecchi titoli nobi­liari, ma diverrà barone dell'Impero napoleonico nel 1810, per poi passare all'Austria durante la Restaurazione fino ad essere riconfermato conte e nominato consigliere intimo dell'imperatore asburgico.
FILIPPO RONCHI
// Tricolore in Romagna, opuscoli cannoni e catechismi giacobini, 1796-1'799, a cura di DINO MRNGOZZI; 2 voli., Bologna, University Press, 1998, in 8, pp. 991.
L. 100.000.
ii
Si tratta d'un'opera vastissima che raccoglie opuscoli, canzoni, catechismi laici, omelie democratiche fra le quali quella del cardinal Chiaramonti, futuro papa