Rassegna storica del Risorgimento

GAROSCI ; ALDO ; RICORDO
anno <2000>   pagina <289>
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Ubri e periodici
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dedicato alla cronologia degli spettacoli che, dal 1798 al 1998, si sono succeduti sul palcoscenico del teatro di Jesi.
Da questa ampia documentazione, che si rivela peraltro un utile strumento di ricerca, apprendiamo, attraverso un interessante quanto divertente panorama dei cartelloni delle varie stagioni che, al teatro del Leone e poi a quello della Concordia, la musica ebbe all'inizio un posto privilegiato rispetto alla prosa (Cimarosa, Rossini, Donizzetti, Bellini, Verdi, Spontini, Pergolesi, Gounod).
Dal 1883 notiamo invece qualche cambiamento, il repertorio si differenzia, of­frendo spettacoli della più varia natura: la musica mantiene il suo posto d'onore (opera lirica, musica sinfonica, balletto, operetta), ma troviamo anche compagnie di marionette e persino illusionisti (il 6 e 7 febbraio 1886 è annunciato uno spettacolo dal minaccioso titolo Decapitatone naturale d'uomo vivente, di una compagnia italo-inglese) e la prosa è ampiamente rappresentata dalle più importanti compagnie, con i grandi attori del momento: Ermete Zacconi, Gualtiero Tumiati, Renzo Ricci, Gusta­vo Salvini, ma anche Anna Fougez, tanto per citarne qualcuno. La tradizione conti­nuò ancora con uguale prestigio nel dopoguerra, e nei cartelloni delle varie stagioni si avvicendarono tra gli altri i nomi di: Tatiana Pavlova, Macario, Carlo Dapporto, Va­leria Valeri Franco Enriquez, Glauco Mauri, Valeria Monconi, Alberto Lionello, Paolo Poli, Tino Carraro, Dario Fo, Carmelo Bene, Luciano Mondolfo, Vittorio De Sica, Luchino Visconti, Giorgio Strehler, Marcel Marceau, Carolyn Carson, Lindsay Kemp. Notiamo inoltre che non sono trascurati né il teatro per ragazzi né quello dialettale.
Dopo aver dato spazio alla storia dello spettacolo, non possiamo dimenticare però le vicende architettoniche del teatro di Jesi: da una articolata cronistoria basata su documenti di archivio, apprendiamo che dalla posa della prima pietra avvenuta il 28 settembre 1790, all'inaugurazione, avvenuta a maggio del 1798, trascorsero sol­tanto otto anni, un miracolo agli occhi dei cittadini romani che ormai hanno perso ogni speranza di avere un nuovo auditorium.
Il primitivo progetto di Francesco Maria Ciaraffoni subì ulteriori modifiche, si procedette in tempi diversi ad ampi restauri e ristrutturazioni, arricchendo sia il tea­tro che il Ridotto di pregevoli abbellimenti, come affreschi e decori.
Nel 1930, date le non poche difficoltà economiche, il teatro fu ceduto dal Condominio di privati che lo gestiva da sempre, al Comune di Jesi, che continuò in maniera meritoria una tradizione ormai consacrata nel tempo.
I due volumi, dunque, che peraltro non sono privi dei requisiti di una piacevole lettura, non possono certo mancare nelle biblioteche specializzate e non, e soprat­tutto ci auguriamo che ad essi ne seguano altri.
Lo studio della storia del teatro, o più ampiamente dello spettacolo, infatti ha una sua particolare importanza, innanzi tutto perché il teatro, in un certo senso, rac­chiude in sé tutte le arti, ma anche perché, una delle sue componenti fondamentali, okre l'autore, l'interprete e il committente, è il pubblico, ed è proprio dall'osserva­zione del comportamento del pubblico e della considerazione in cui esso è tenuto da parte di coloro che agiscono nell'ambito dello spettacolo che possono emergere ele­menti importanti, veri e propri indici della realtà sociale e politica di un popolo o, meglio, della sua coscienza critica.
LAURA BIANCINI