Rassegna storica del Risorgimento

GAROSCI ; ALDO ; RICORDO
anno <2000>   pagina <294>
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294 Libri e periodici
scrìvere, non sa a chi dare retta, e decide di andare a chiedere lumi a Roma, a piedi ovviamente e non per la trafficata Flaminia pericolosa per un disertore. Le vicende della renitenza alla leva, il viaggio e soggiorno a Roma, il ritorno e l'arresto per di­serzione viene da lui appuntato in un diario. E così le vicende successive del servi­zio militare, della partecipazione alla terza guerra di indipendenza e la quasi imme­diata diserzione per la diceria che l'Italia dovesse perdere avendo un esercito molto inferiore a quello austriaco che lo porta a vivere la vita dell'emigrante in Svizzera. Rientra al suo paese nel 1868, riparte per il servizio militare e si ritrova a vivere la breccia di Porta Pia e l'alluvione romana del 1870. Completa il servizio militare in Lombardia fino al congedo del 1871. Tutte le vicende di questi 11 anni sono riportate nel suo italiano da autodidatta che aprono una pagina molto interes­sante sulla questione sociale e civile e sulle vicende della Unificazione italiana. Un diario religiosamente conservato dal nipote Paolo, coltivatore diretto, che aveva re­spirato in famiglia e nella sua zona appenninica, l'alta considerazione di cui godeva Marco, uomo di lettera, di coraggio e di grande equilibrio che confidava nella giu­stizia e nella virtù di Dio e degli uomini.
Roberto Fiorarli, allora Presidente di Furio duemila società per la riqualifica­zione del territorio e parente del proprietario del diario, ne ha intuito il valore, ne ha curato la trascrizione senza alterare il linguaggio originale e corredandolo di oc­chielli per agevolarne la lettura spiegando le cose che il diarista dava per scontate. Il prof. Pretelli dell'Università degli Studi di Urbino ha curato con Fiorarli l'Editing ed ha aggiunto un saggio di storia sociale del periodo, vissuta nella periferia rurale ap­penninica.
Ne è sortito un libro agile e simpatico, importante per comprendere le diffi­coltà ed i complessi problemi del tempo per fare l'Italia e gli italiani .
STEFANO ORAZI
ANDREA PROIETTI, Benedetto Mammoni. 'Prefetto e politico liberale (1823-1896); Pisa-Roma, Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, 1999, in 8, pp. 277. L. 39,000.
II lavoro, condotto scrupolosamente da Andrea Proietti, ci offre due interes­santi chiavi di lettura. Da un lato possiamo seguire la originale carriera di Benedetto Maramotti che, nato alla politica, passò di colpo all'amministrazione centrale per entrare poi nel ruolo prefettizio dove tenne, caso del tutto eccezionale, la provincia umbra per ben 21 anni. D'altro canto, come sottolinea Fausto Fonzi nella prerazio­ne, questo studio rappresenta un tassello nello sforzo compiuto negli ultimi anni dalla storiografia, per ricostruire il sistema prefettizio e attribuirgli il giusto valore nella definizione e nel consolidamento dello Stato unitario.
L'istituto di prefettura si trovò a gestire un ruolo complesso, ambiguo, sotto­posto a continue pressioni dall'alto e dal basso. Nei primi decenni del regno il po­tere del prefetto era considerevole e ricadeva su molteplici materie, dalla responsa­bilità sulla nomina del sindaco alla proposta di scioglimento dei consigli. Politica-