Rassegna storica del Risorgimento

GAROSCI ; ALDO ; RICORDO
anno <2000>   pagina <301>
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Libri e periodici 301
lievo. In Africa contrasse una grave malattia, la cui degenerazione lo condusse al sui­cidio il 9 agosto 1887 a Verona; fu membro d'onore della Società Geografica Italiana e al suo nome risultano intestati un monte, un fiume e un ghiacciaio nella Terra del Fuoco e una punta nell'isola di Dikson nell'Artico.
Puddinu racconta come abbia ritrovato casualmente il manoscritto in una bot­tega antiquaria londinese: le sue 259 pagine sono intitolate Giornale particolare Parte II Giacomo Bove . La parte I, considerata al momento perduta, riguarda presumibilmente la narrazione della navigazione fino all'8 maggio 1873. La parte II, pubblicata ora da Puddinu, ha inizio il 9 maggio 1873 nelle Filippine e ci conduce in Cina, Giappone e lungo il viaggio di ritorno in Italia. Nell'Introduzione, esemplare, Puddinu si sofferma sul percorso di ricerca seguito per dar corso alla edizione del testo, lo inserisce nel contesto storico dell'epoca, e dopo aver tracciato un profilo biografico di Giacomo Bove, enuclea le novità che si possono evincere dalla narra­zione. Conclude l'introduzione una bibliografia di e su Giacomo Bove e, più in gene­rale, sui rapporti italo-giapponesi e sulle missioni intraprese dalla Marina militare ita­liana nel periodo.
Il contenuto del diario di bordo redatto dal Bove si presta, come le edizioni consimili, a due principali chiavi di lettura: la prima rientra in un approccio del gene­re letteratura di viaggio . In questa ottica particolarmente interessanti appaiono le descrizioni di Manila, Hong Kong e Shangai; se poi drammatica appare la narrazione della Governolo sbattuta dalle colossali ondate di un tifone nel Mar della Cina, del tutto pittoresche e, direi, romantiche appaiono le pagine dedicate al Giappone, le cui bellezze naturali, le cui tradizioni e pure l'indole dei suoi abitanti sono valutate in maniera del tutto positiva; significativa a tal riguardo appare la pagina del 1 novem­bre 1873, quando, all'ordine improvviso di lasciare il Giappone, Bove e l'equipaggio si lasciano andare ad un profondo sentimento di contrarietà.
L'altra chiave di lettura è quella politica: in questa ottica non mancano le pagi­ne di grande interesse, come quelle dedicate alla visita di Tommaso di Savoia in Giappone o a quelle, di grande importanza, dedicate alla tragica fine di Nino Bixio. Soffermiamoci su queste ultime: è la vigilia di Natale del 1873 (otto giorni dopo la morte di Bixio) e la Governolo ha raggiunto Point-de-Galle a Ceylon. Non appena giunti si fu con vero dolore che apprendemmo la morte del Generale Bixio vittima del colera che sempre più infierisce tra gli Olandesi ad Acheen. Il Generale Bixio fu uno de' più caldi promotori ed uno de' più fortunati soldati dell'Indipendenza Italia­na, e dopo aver posto la sua vita in continuo pericolo per la redenzione del suo pae­se, volle porvi anche il suo ingegno creando nuove vie di commercio all'Italia come quelle che possono arricchirla. La morte lo colpi nel momento che stava per vedere coronato E suo intento, ma il suo esempio spero basterà a scuotere l'inerzia degli Italiani ed a slanciarli nelle vie di commercio che stanno aperte innanzi. Già il nostro commercio va prendendo nel porto di Point-de-Galle un incremento non comune, e posso dire con soddisfazione che la bandiera predominante è l'Italiana. A Rangoon ogni giorno va crescendo il numero dei bastimenti, a Singapore se n'attendono una decina, il "Maddaloni" Capitano Bixio comparve sino a Batavia ove fece buonissimi affari, qualcuno si spinse fino a Manila, né credo tarderà la nostra bandiera a mo­strarsi ad Hong Kong ed al Giappone verso del quale tanti comuni interessi ci le­gano [.v.i Già una linea più o meno regolare si è stabilita fra Genova e Calcutta ed