Rassegna storica del Risorgimento

GAROSCI ; ALDO ; RICORDO
anno <2000>   pagina <303>
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Libri e periodici 303
di tecniche sempre più igieniche, economiche e conformi alle esigenze della civiltà e del sentimento. In quest'analisi dei vari sodalizi emerge chiaramente la necessità sentita all'inizio del '900, di allargarne le basi sociali per superare l'iniziale fase elita­ria e consentire la definitiva affermazione del movimento. Procedendo negli anni, le vàrie società, su impulso principale delle associazioni di Milano e Torino, decisero di costituire una Lega nazionale, che infatti nacque nel 1882 con lo scopo di coor­dinare gli sforzi per ottenere il pieno riconoscimento legislativo della cremazione e di stabilire il diritto di ogni iscritto ad essere arso gratuitamente ove esistessero gli appositi apparecchi. Il resto del contributo è dedicato alla vita del movimento fino al primo dopoguerra. Una particolare attenzione va, a mio avviso, riservata alla scrupolosa analisi di una mole notevole di dati che l'autore ha condotto: si tratte di un elenco di 3373 cremati fra il 1876 e il 1910 che il nostro ha censito e dal quale vengono desunte interessantissime conclusioni riguardanti l'età, la confessione reli­giosa, la professione, l'appartenenza sociale, la data di morte e di cremazione.
Autrice della seconda parte del volume è Fiorenza Tarozzi che si è dedicata allo studio dell'/Ver legislativo della vicenda: la Tarozzi ha studiato l'evoluzione della legislazione sanitaria in Italia con una particolare attenzione al percorso che deter­minò la legge Crispi del 1888 (legge che introdusse i primi articoli relativi alla cre­mazione dei cadaveri e soprattutto ne rese possibile la pratica attuazione). Da tale studio emerge l'evoluzione della concezione della funzione sanitaria dello Stato e quella del ruolo attribuito agli organi centrali e periferici. L'importanza della legge Crispi va valutata alla luce del precedente tentativo di Bertani durato per oltre un ventennio, di dotare il nostro Stato di un Codice della Pubblica Igiene: sicuramente la regolamentazione della materia sanitaria realizzata con la legge Crispi riduceva di molto le prospettive dei precedenti tentativi, ma almeno diveniva realtà. La Tarozzi sottolinea che a Crispi premeva principalmente impostare l'organizzazione sanitaria e dotarla di alcuni strumenti efficaci da un punto di vista pratico-interventista; non aveva invece interesse a far entrare nel testo valori contenutistici che considerava di fatto accessori.
Per quanto riguarda la possibilità di scegliere l'ignizione, essa era però vinco­lata dall'approvazione dei medici provinciali sui crematoi e dalla gratuita concessio­ne da parte dei comuni delle aree destinate per la loro edificazione: tali limitazioni costituirono un forte freno alla libertà di scelta del cittadino e fornirono la base per un nuovo regolamento di polizia mortuaria previsto già dalla legge Crispi e firmato dal ministro Giolito' nel 1892.
La studiosa a questo punto ci introduce al centro del problema, là dove si af­frontarono fautori e oppositori della cremazione: i Consigli comunali. A determina­re le diverse scelte non ebbero un ruolo di poco conto la sensibilità politica e cul­turale della classe dirigente locale, ma molto influì anche la forza dell'opinione pubblica, chiamata a sostenere o a combattere l'idea cremazionista: per questo Fio­renza Tarozzi presenta alcuni spaccati delle maggiori realtà comunali italiane. Un'ul­tima nota è dedicata al Testo Unico delle leggi sanitarie del 1907 con cui Giolitti intese dare sistematicità alle leggi e ai regolamenti attuativi che erano seguiti al di­spositivo legislativo Crispino.
Il contributo che conclude questo pregevole lavoro e quello di Anna Maria Isastia, dedicato al rapporto con la massoneria. La studiosa parte dal fatto che il