Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Risorgimento. Storiografia. Secolo XX
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2000
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330
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330 Salvatore Costanza - Romualdo Giuffrida
Garibaldi in Sicilia; dalla analisi di F. Brancato intesa a mettere in rilievo che l'opposizione della classe dirigente italiana all'impresa di Aspromonte fu generata non tanto da preoccupazioni di carattere internazionale, quanto dal timore che una rivoluzione in Sicilia compromettesse la incerta stabilità del nuovo Stato, sovvertendo lo status quo sociale; dalla serrata critica di R. Composto alla tradizionale interpretazione della impresa di Aspromonte che, a suo avviso, creava un'insanabile frattura in seno ai democratici, dividendoli in Sicilia in due tronconi di cui uno lealista che avrebbe fatto capo a Crispi, ponendo le premesse della futura sinistra costituzionale , l'altro interessato alla soluzione del problema sociale capeggiato dal Badia e dal Corteggiarli, la cui azione avrebbe catalizzato la violenta rivolta verificatasi a Palermo nel settembre del '66.
Nelle altre comunicazioni si esaminavano i riflessi locali dell'episodio di Aspromonte (V. Adragna, S. Bruno, S. Cognata, T. Pedio, E. Sciacca), le risonanze letterarie (S. M. Ganci su Aspromonte nelle pagine del principe di Lampedusa) e quelle dell'opinione pubblica americana (Howard R. Marraro), nonché l'atteggiamento di esponenti moderati e democratici, come Crispi, Raffaele, Rattazzi e Sella, di fronte ai problemi dell'unificazione e dell'autonomia amministrativa (M. Gabriele, R. Giuffrida, T. Mirabella, D. Novacco e L. Pivano).17)
Quattro anni dopo il Comitato poteva celebrare il proprio decennale con un bilancio di attività molto positivo e denso di studi, dibattiti e mostre documentarie. Lo ricordava Romualdo Giuffrida, direttore dell'Archivio di Stato di Trapani, in una esauriente relazione tenuta il 12 febbraio 1966, inaugurandosi presso la Biblioteca Fardelliana la mostra bibliografica Lo stato presente degli studi storici nel Trapanese, organizzata in occasione della stessa celebrazione.18) Giuffrida metteva in rilievo soprattutto il carattere di modernità della produzione scientifica prodotta, lo scavo di un materiale inedito di grande importanza e l'incisività culturale che il Comitato di Trapani aveva saputo imprimere alla propria attività. Chiudeva il suo excursus con queste parole:
In conclusione a noi pare che il Comitato abbia sinora realizzato in pieno le finalità propostesi fin dalla sua ricostituzione in funzione anche delle mete di vasto respiro perseguite da lunghi anni a livello nazionale e internazionale dall'Istituto per
*7) 1862. La prima crisi dello Stato unitario, a cura di G. di Stefano, Trapani, 1966, pp. XII-328 4 taw.
**> Lo stato presente degli studi storici nel Trapanese. Catalogo della mostra bibliografica realizzata nel Febbraio del 1966 dalla Biblioteca Fardelliana, a cura di G. di Stefano e S. Fugaldi, Trapani, 1966.