Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
<
2000
>
pagina
<
338
>
Renata DtJLòrenifp
Grazie ai bottini delle campagne di Bonaparte e alla prospettiva di nuove conquiste, solidarizzano con lo Stato proprietari e affaristi, allettati dalla volontà del Consolato di ricreare le condizioni dei credito pubblico. La restaurazione di uffici e uomini di antico regime si accompagna alla organizzazione di un sistema accentrato di imposte dirette e alla creazione della Règie des droits rèunis per quelle indirette. Esaurita l'illusione rivoluzionaria, lo Stato dispone di una gerarchia amministrativa militarizzata e numerosa, con una fiscalità cresciuta del 20 rispetto al 1791 ma con un assetto instabile delle finanze che si reggono sulle risorse provenienti da guerre e conquiste.
Nei paesi satelliti, tra cui l'Italia, si pone un problema di identità e di differenziazione, cioè di individuazione del proprio modello sociale in rapporto alla rivoluzione. In tal senso le numerose celebrazioni in occasione del bicentenario hanno contribuito, a cominciare dal caso tedesco,5) a mettere in discussione il modello e, in ultima analisi, talora anche a rifiutarlo o comunque a definire itinerari propri di ogni paese venuto in contatto col mondo della rivoluzione e dell'impero.
H recupero della continuità prevalente nella storiografia revisionista ha influenzato quindi anche altre storiografie che riportano i maggiori cambiamenti nelle istituzioni politiche e nell'ideologìa fra '700 e '800 ad un fenomeno apparente. Si sono moltiplicati gli studi a sfondo regionale o urbano sensibili a questa prospettiva, sino al punto da perdere talvolta di vista la dimensione nazionale e il suo rapporto con l'Europa.6)
amministrativa del 181?', in Rivista italiana di studi napoleonici, voi. XXVIII (1991); ID., La trasformatone degli apparati periferici dello stato nel XIX secolo: la riforma amministrativa del 1817, in F. BENIGNO, C. TORRISI (a cura di), ÉUtes e potere in Sicilia dal medioevo ad oggi, Catanzaro, 1995, pp. 103-120) e A. DE FRANCESCO, Rivolutone e costituzioni cit, che sottolineano la funzione positiva del rinnovamento amministrativo di impronta napoleonica post-1816 nell'isola e della nozione di monarchia amministrativa nella realtà italiana.
5) ha Revolution la France et l'Allemagne: deux modèles opposés de cbangement sociali, Études rassemblées et publiées sous la direction de H. BERDING, E. FRANCOIS, H.P. ULMANN, Paris, Editions de la Maison des sciences de Phomme, 1989.
ti Cfr. ad esempio per la Spagna D. RINGROSE, Spain, Europe and Spanisi? Miracle 1700-1900, New York, 1996. Secondo Ringrose la continuità della storia del paese non fu interrotta né dall'età napoleonica né dalla perdita di molte colonie americane né dalla vittòria dei costituzionalisti liberali sull'assolutismo borbonico. La dimensione della crescita economica va perciò ritrovata non in una inesistente economia nazionale, ma nei networks urbani, regionali, facenti capo ad alcuni luoghi centrali, ove è evidente il persistente dominio delle élites locali, nel potere e nelle funzioni pubbliche, grazie a relazioni familiari e reti di vario genere, al ruolo sempre dominante della stessa tipologia imprenditoriale, Élites quindi che per mantenere la loro leadership si adattarono alla nuove forme politiche e che in Spagna portarono al sorgere del cactquismo, sistema di bosses locali al posto delle corporazioni municipali settecentesche, come mediatori con i politici di Madrid.
338