Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
<
2000
>
pagina
<
339
>
Dalla scoperta della politica al tempo della politica 339
La sostanziale tenuta delle élites sociali e politiche non esclude tuttavia un'intensa partecipazione delle stesse al dibattito politico sia in merito alle riforme illuministiche che al costituzionalismo liberale ottocentesco, il che ci ripropone il problema di valutare comunque la modernizzazione conseguente al dominio napoleonico. Se frequenti furono i fallimenti del progetto di creare un'Europa ad immagine della Francia, tramite Pamministrazione, in un sistema economico integrato,7) in molti Stati, tra cui l'Italia, sarebbe impossibile negare e sottovalutare l'importanza della svolta.
Il caso spagnolo, illustrato da José Maria Portalo (Da brumaio al 1815: la costituzione all'ordine del giorno, 1808-1812), appare di particolare interesse nel recupero di una specificità nazionale in quanto inquadra il sorgere del relativo movimento rivoluzionario in un cambiamento nel modo di concepire la sovranità. Le ben tre crisi della monarchia (dinastica, di sovranità, costituzionale), successive all'intervento napoleonico, si riflettono sul sorgere di un senso politico dell'indipendenza come indipendenza domestica, cioè verso le forme politiche interne di tipo dispotico che avevano condotto alla crisi. Per uscirne occorreva ridefinire la sovranità, dalla monarchia ai corpi politici provinciali e territoriali, che si trovarono a gestire una sovranità che loro non apparteneva, che non avevano mai percepita come propria, che non era stata assunta con una rivoluzione, che essi tutelavano, ma che competeva al re legittimo. Questo deposito federativo di sovranità dipendeva dalla mancanza di istituzioni storiche della monarchia spagnola che potessero assumerla direttamente, donde la moltiplicazione di corpi che pretendevano di rappresentarla e la conseguente esigenza di attribuirla ad un sol corpo di governo in attesa del rientro del re.
La soluzione dipendeva dal modo di interpretare la crisi. Se legata solo alla presenza straniera, bastava un corpo che esercitasse la reggenza, come dittatura transitoria, se vista invece come effetto del dispotismo interno spagnolo andava affrontata con l'introduzione di una costituzione. H ristretto gruppo di dirigenti militari del nuovo governo del 1808, sorta di direttorio militare, più attento a risolvere la crisi esterna che quella interna, fu superato dall'intervento della nazione, tramite i liberali cattolici. Il rapido cambiamento in pochi mesi, tra il 1808 e il settembre 1810, ratificò il trasformarsi della sovranità in deposito in elemento rivoluzionario, in quanto attributo della nazione, grazie anche alla ricchezza del dibattito politico post-I 810, che ebbe come referente per i conservatori una costituzione di tipo inglese, per i liberali cattolici un modello costituzionale ispirato
7> J. STUART WUOLP, Napoleone integration of Europe, London, Routlegc, 1991, txad. it. Napoleone e la conquista dell'Europa, Roma-Bari, 1990. Tra le forme di reazione unico fu il caso della rivolta spagnola in cui l'autore sottovaluta l'importanza del nazionalismo, ritenendolo meno importante del ruolo della sconfitta militare e della lealtà dinastica.