Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
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2000
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pagina
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341
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Dalla scoperta della politica al tempo della politica 344
In questi termini le vocazioni amministrative, quelle notabiliari, militari, rientrano in un processo di acculturazione politica che inizia con la Francia repubblicana e, con modalità diverse, nel variare degli agenti della socializzazione politica., di elementi stimolanti o frenanti di un'evoluzione non lineare, si protrae in quella napoleonica.
La nuova élite dirigente usa a vari livelli e secondo specifici circuiti il capitale sociale delle competente, sia per autorappresentarsi che per porsi nei confronti di altri mondi, non scomparsi, ma pronti essi stessi a riqualificarsi, a gestire le antiche e non esaurite capacità di messaggi simbolici e di prestigio, come le aristocrazie. I gruppi sociali vanno quindi visti nella loro interazione, colla loro organizzazione e ideologia, in rapporto alle istituzioni, al pubblico, allo stato, e con ciò che da essi differisce, in primis quel mondo rurale, coi suoi problemi di produttività, rapporti contrattuali, storia dei prezzi, ecc.
Le competente sono espressione di un sapere su cui si costruisce l'identità politica in quanto esse, qualificanti per individui che collaborano con lo stato, sono anche frutto di preventiva acculturazione politica, ed esse non sono solo amministrative, ma anche tecniche, si pensi solo all'importanza di ingegneri e geometri, agrimensori ed ex tavolari, che resero possibili le operazioni catastali, sulla cui educazione, sulle cui forme di sociabilità si è così poco informati. L'analisi delle biblioteche private, presente nel contributo di Biancamaria Soprani (Libri e letture dei patrioti napoletani del 1799), che conciliano interessi professionali di avvocati e professionisti ad una cultura cui non sono estranei testi di economia, commercio, chimica, medicina, scienza naturale, accanto alle varie storie e ai classici, è in tal senso elemento non trascurabile, che anzi pone una serie di quesiti aggiuntivi rispetto al puro elenco dei testi (reale fruibilità, uso singolo o familiare o di gruppi, stratificazione degli interessi in linea sincronica e diacronica, collocazione rispetto ad un eventuale pubblico, ecc.) e inquadra la cultura dei patrioti del 1799 come referente anche del livello medio dei collaboratori indigeni del Decennio 1806-15. Cambiano certo modi e referenti secondo i quali gli intellettuali percepiscono la loro incongruenza di status: negli anni Novanta essa si era focalizzata intorno alla crisi del riformismo, in età rivoluzionaria e napoleonica si precisa come rapporto sfasato, alterno, non sempre soddisfacente con un regime col quale vanno periodicamente verificati i livelli di organicità.
Da brumaio comincia anche l'age d'or de radministration , secondo l'espressione di Thuillier e Tulard; il funzionario appare come forza politica autonoma che usa procedure non controllabili, disprezza il contribuente e il cittadino, è il vero simbolo della fine della rivoluzione, del ripresentarsi dei privilegi sotto nuova forma. Gli spazi della sua presenza nel pubblico sono i