Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno <2000>   pagina <343>
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Dalla scoperta della politica ai tempo della politica 343
sociale, secondo le suggestioni dei lavala di Agulhon sulla sociabilité. Il nota­bile ha interesse a rafforzare le strutture sociali stabilite, perciò collabora collo stato informandolo sui talenti e le virtù delle sue medie e piccole élites che egli tra i primi può conoscere e che protegge. Così, favorendo una certa mobilità interna rassicurante per queste ultime, assicura anche l'av­venire politico del suo territorio amministrativo, ha col prefetto/intendente un rapporto di sprone e sudditanza, è in grado di schedare capacità ed opinioni.
Azione più che di notabile, di protonotabile,12) figura embrionale in questo periodo, donde il sottolineare da parte della storiografìa ora influen­za politica e fortuna economica (Saitta), ora funzioni, origine, notorietà (Tulard), ora il ruolo di élite (Bergeron) ora proprietà, potere, famiglia (Heinz-Haupt), ora l'influenza grazie a pubbliche funzioni e ruoli amrnini-strativi (Tudesque e Jardin).
I contributi di Nicola Antonacci (Tra ideologia di servigio e rappresentan­za: il ruolo dei consigli provinciali in epoca murattiana)ì Francesca Lo Faro (Terra di Bari in età napoleonica: la formazione di una nuova classe dirigente?), Claudio Canonici (Élites locali e governo del territorio negli anni dell'Impero: l'esempio di Viterbo), di Maria Rosaria Rescigno (I consigli provinciali di Jibruygp Citra: una riconsideratone dei gruppi dirigenti periferici), tendono non a caso a coprire varie fasi e ruoli dei gruppi dirigenti che si confrontano nel governo del territorio e delle istituzioni rappresentative.
La riproposta di una documentazione nota conferma la pluralità di punti di vista del documento e la possibilità di interrogarlo sulla base di nuove esigenze storiografiche, lasciandosi sedurre dalla suggestione dell'as­senza più che dell'abbondanza dei dati, dai salti, dalle discontinuità e con­traddizioni più che dai percorsi prevedibili, ciò sia per la conoscenza dei singoli che di fenomeni più ampi. Se le fonti amministrative rimangono quelle predilette, esse vanno trattate come se fossero non scritte, eviden­ziando i retroterra delle aggregazioni di tipo istituzionale, la molteplicità di significati delle forme espressive secondo i contesti.
Nei consigli provinciali, tradizionalmente studiati in funzione della formazione di una classe dirigente e dei rapporti centro-periferia, l'uno ten­dente a modernizzare, l'altra espressione di una società autonomistica ed apolitica, Antonacci tende a recuperare la dimensione politica, il ruolo di rappresentanza. Surrogato della rappresentanza nazionale prevista dallo Sta­tuto di Baiona, essi ne rappresentano una territoriale, più controllabile.
i?> Definizione usata da Christine le Bozcc a proposito del notabile liberale Francois Antoine Boissy d'Anglas, studiato tra la Rivoluzione e la Restaurazione, in Annales bisiori-ques de la Revolution frartfaise, 1994, n. 4 p. 741.