Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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2000
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Renata De Lorenzo
Formati da un notabilato di servizio in cui coesistono antiche aristocrazie e nuovi servitori del governo, comprendono civili e proprietari, si sentono fino ad una certa data rappresentanti delia patria e affidano alla mediazione del sovrano la composizione dei propri interessi, soprattutto in materia fiscale. Dopo il 1811-12 si avvia invece nei loro confronti un processo di amministrativizzazione, a supporto della razionalizzazione del territorio e si assiste alla loro insistenza più sull'autogoverno che sulla rappresentanza, processo che avrebbe trovato sviluppo e piena espressione nel 1820-21, col desiderio delle periferie di gestire una nuova democrazia.
Taglio regionale e provinciale o comunale, le dimensioni circoscritte danno meglio il senso e la portata della continuità o dell'innovazione. Le zone di accettazione o di rifiuto della repubblica corrispondono a tipi di alleanze sociali locali che prolungano le lotte di antico regime, sia in Francia13) che in Italia; tuttavia il territorio, inquadrato amministrativamente, riflette una nuova visione dello spazio, è plasmato dal potere ma anche lo condiziona e soprattutto diviene il teatro di un nuovo modo di vivere la politica, destinato a protrarsi nei decenni successivi. Non facile appare tuttavia l'applicazione delle categorie del politico alle élite periferiche delle piccole città, come la Viterbo studiata da Canonici. Qui la politica si riduce più che altro a giochi di equilibrio che consentono la permanenza delle antiche élites locali, degli stessi gruppi parentali e familiari, con prospettive limitate alla gestione del proprio territorio. Allo smantellarsi delle strutture corrisponde la permanenza di dinamiche tradizionali. Immobilismo o fenomeno da verificare sulla lunga durata, espressione della difesa del ruolo dei poteri locali come spazi di resistenza, perpetuazione della società di ceti, di una vita civile immutabile che è un modo di rispondere all'invadenza dello stato, confermata negli anni successivi da personaggi come Monaldo Leopardi?
La classe dirigente di Terra di Bari esaminata dalla Lo Faro a livello comunale rivela, accanto a centri in cui la rivoluzione non porta al potere
13) Uno dei casi più noti è quello della Linguadoca ove la repubblica è condizionata dalla situazione locale ereditata dall'antico regime e dal vigore dei conflitti municipali, caratteristica del midi: le élites sociali di Montpellier, sede degli stati (generali) di Linguadoca, si riconoscevano da tempo nella con/réne dei penitenti bianchi, che non sparì che nel 1792, o nelle logge massoniche che durarono fino al 1793. La scelta per la repubblica taceva parte di un'eredità, di una vocazione Familiare. Cfr. La Répub/ique eri Languedoc et Koussillon, 1792-1958, Colloque de Nimes, 4 et 5 septembre 1992, Société d'histoire moderne et con-temporaine de Ntmes, 1993, in occasione del bicentenario; G. FOURNIER, Démocratie et vie municipale en Languedoc du milieu du XVUle au deb ut du XIX e siede, Toulouse, Associa tion Les Affirìis des Archives de la Hautc-Garonnc, 1994. Per un quadro relativo all'intero mezzogiorno francese cfr. Les jacobins du Midi, Actes du Colloque de Montpellier (25, 26 et 27 septembre 1989), recueillis par Michel Péronnct, Montpellier, 1990.