Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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2000
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pagina
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350
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350 Renata De Lorenzo
Triennio giacobino, come nelle forme di cooptazione che ad esempio nel Mezzogiorno sono titolo preferenziale per le assunzioni fra il personale burocratico. Cultura politica che, date le forme del decentramento funzionale, ha un grande ruolo nelle province: è qui perciò che vanno individuati i canali di formazione, cercando di non sovraccaricare di significato le forme più evidenti, a favore delle nuove forme di sociabilitét in cui un ruolo importante hanno anche i conquistatori, militari e burocrati, col loro messaggio di un eroismo quotidiano che si attua nel servizio allo stato.
L'ingresso in politica va qualificato in rapporto alle mentalità prevalenti, alle città più o meno avvantaggiate dalla ristrutturazione amministrativa, al tipo di mediatori culturali, sia quelli che hanno compiti ufficiali di formazione dello spirito pubblico tramite la stampa, la scuola, la collaborazione alle indagini statistiche, la copertura di ruoli pubblici, sia quelli meno consapevoli, magari uomini dell'opposizione, nostalgici di un illuminismo autoctono ritenuto capace di rinnovamento e di riformismo endogeno, non importato. Ciò perché anche il contro, l'opposizione è fenomeno di acculturazione politica che in tanto può esistere in quanto si adegua all'uso di strumenti idonei al nuovo tipo di lotta.
Si confrontano perciò spesso posizioni e istituzioni democratiche ricche di elementi di conservazione e all'opposto posizioni conservatrici cariche di accenti democratici..
H caso romano appare significativo. Le accademie nel contributo di Maria Pia Donato {Politica o cultural Le accademie a Roma dalla Rivolutone alla Restaurazione) rivelano i limiti locali di questa sociabilità culturale, non mutati dal governo napoleonico, data la timidezza degli interventi nel settore. A differenza di Milano, Roma appare incapace di esprimere un ceto intellettuale nuovo, come era accaduto nel '600, quindi persistere di antiche pratiche sociali, tipo accademie filodrammatiche e filarmoniche, accentuata separazione tra circuiti laici ed ecclesiastici, immutato quadro nella II Restaurazione. Eppure, a fronte di attività intellettuali di routine, si verificano importanti pratiche sociali che inquadrano il passaggio da una modernizzazione senza politica dell'età napoleonica ad una politica senza modernizzazione della Restaurazione.
Nell'intervento di David Armando (Religione, cultura e insegnamento fra Settecento, Repubblica e Impero: gli Scolopi romani) il mito degli Scolopi giacobini è ricondotto all'azione del Collegio nazareno nell'essere tramite dell'ingresso a Roma dell'illuminismo e della nuova scienza, basata sulla chimica di Lavoisier, al loro ruolo privilegiato nel campo dell'istruzione, anche se non tutti furono fautori del nuovo governo. L'adesione non solo formale al governo napoleonico mostra invece un maggiore diffuso coinvolgimento in quanto esso viene incontro alla volontà della Chiesa di eliminare svi-