Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia politica. Secolo XIX
anno
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2000
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pagina
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353
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Dalla scoperta della politica al tempo della politica 353
pur simili della loro affermazione, come lo sono gli aspetti culturali, in quanto politica e cultura creano un blocco nelle classi dirigenti. In Italia però il consenso dipese dalla presenza dell'esercito e ciò incise sulla sua natura politica.
Problema centrale appare invece a Carlo Capra quello della plebe e della religione per i riflessi sul comportamento sulle classi dirigenti. Esso è non a caso oggetto degli interessi di Pietro Verri fin dal 1789 ed in Gioa, Cuoco, Foscolo si assiste ad un frequente oscillare tra disprezzo e desiderio di educazione. Soluzioni alla fine rinviate perché non mature nell'Italia di quel tempo.
Le osservazioni conclusive di Antonino De Francesco hanno riproposto i termini del seminario di ricerca dell'articolazione d'una originale vita politica, che certo non andò sepolta sotto le macerie della conclusione (pur sempre in positivo) dell'esperimento rivoluzionario .
Gli orientamenti dei dottorati sembrano ignorare alcune tematiche, che solo indirettamente sono rientrate nel dibattito, soprattutto negli interventi di Mascilli Migliorini e Viola. Tra queste il mondo dei militari, da vedere come élite di professionisti, mentre la coscrizione di massa agisce in funzione della formazione di una coscienza etnica, da riportare, quindi, come le pratiche di beneficenza, ad uno spazio politico, destinato ad espandersi dopo la chiusura, col Terrore, degli spazi politici aperti nel 1789.
Un rinnovato interesse si ha invece di recente per la battaglia, per l'evento, come momenti densi, non solo esterni e autoreferenziali, da parte di una storiografia interessata soprattutto agli effetti sul mondo civile della vita militare nel suo complesso (Bertaud, Barberis, Cobb, Della Peruta, Del Negro, Ferrone, Mascilli Migliorini, Rao, Stuart Woolf, Atti del Convegno JLtf armate napoleoniche e l'Europa, tenutosi all'isola d'Elba nel 1986, in 'Rivista italiana di studi napoleonici, 1990). Molteplici spunti derivano dal suo legame con l'ambito urbano, con lo sviluppo del sistema viario e portuale, col mondo dell'imprenditoria per quell'importante settore, ancora quasi sconosciuto in alcune aree, quale era quello dei fornitori militari.26) Abilità e genialità tattica di Napoleone sono ricollegabili ad un radicale sovvertimento del rapporto pace-guerra, politica-conflitto, quotidianità civile e congiuntura bellica.27) H rinnovamento della tattica bellica nel 1809 non
*) J.A. DAVIS, Società e imprenditori nei regno borbonico. 1815-1860, Roma-Bari, 1979; G. GALASSO, L'imprenditore, in ID., L'altra Europa. Per un'antropologia storica del Mezzogiorno d'Italia, Milano, 1982; L. ESPOSITO, Una fonte per lo studio dell'imprenditore meridionale: i fornitori dell'esercito nell'Ottocento borbonico (viveri e artiglieria), in Rassegna storica del Risorgimento, a. LXXXV (1998), IV, pp. 451-482.
**) L'uso di divisioni da parte delle armi rivoluzionarie e imperlali, contro i corpi e grandi brigate usati da Austriaci e poi da Russi e Prussiani, fu elemento che alterò la